Delitto di Garlasco, il comandante dei Carabinieri Luongo: “Se qualcuno dell’Arma ha sbagliato, pagherà”

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Il comandante generale dell’Arma al Tg1: «Massima collaborazione con la magistratura e assoluta fermezza se emergeranno responsabilità individuali». Il riferimento è agli accertamenti sulle indagini scientifiche svolte all’epoca dell’omicidio di Chiara Poggi.


AgenPress. «Se qualcuno dell’Arma ha sbagliato, pagherà». È il messaggio lanciato dal comandante generale dei Carabinieri, Salvatore Luongo, intervenuto al Tg1 sul caso Garlasco e sugli eventuali sviluppi legati alle indagini condotte all’epoca dell’omicidio di Chiara Poggi.

Luongo ha ribadito che l’Arma garantirà la massima collaborazione qualora la magistratura dovesse accertare irregolarità o responsabilità individuali. «Se la magistratura accerterà irregolarità o responsabilità individuali del passato – ha spiegato – la risposta dell’Arma sarà di totale collaborazione, di massima trasparenza e anche assoluta fermezza».

Il comandante generale ha però voluto distinguere le eventuali responsabilità personali dal lavoro complessivo dell’Arma e del Ris, il Reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri.

«Eventuali errori o condotte illecite dei singoli – ha sottolineato Luongo – non devono intaccare l’onorabilità di migliaia di Carabinieri, né tantomeno il valore del Ris». Il principio indicato dal vertice dell’Arma è quello della responsabilità individuale: qualora venissero accertate condotte illecite, «chi ha sbagliato ne risponderà in ogni sede», perché, ha concluso Luongo, «la tutela della legalità viene prima di ogni cosa».

La precisazione arriva in un momento particolarmente delicato per il caso Garlasco, tornato al centro dell’attenzione giudiziaria a distanza di quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi.

Nelle ultime settimane la Procura di Pavia ha concentrato parte degli approfondimenti proprio sugli accertamenti scientifici eseguiti nel 2007.

A settembre i magistrati hanno ascoltato come persone informate sui fatti Luciano Garofano, all’epoca comandante del Ris, e alcuni ufficiali che facevano parte del reparto durante le prime indagini sull’omicidio. Sul contenuto delle audizioni è stato mantenuto il massimo riserbo.

Gli approfondimenti riguardano, tra gli altri aspetti, le modalità con cui vennero effettuati e interpretati i rilievi scientifici nella villetta di via Pascoli, dove il 13 agosto 2007 venne trovata senza vita Chiara Poggi. La nuova inchiesta della Procura di Pavia vede indagato Andrea Sempio per l’omicidio.

Nel suo intervento al Tg1, Luongo ha difeso il ruolo del reparto scientifico dell’Arma, definendolo un’eccellenza e sottolineando come il Ris abbia continuato a fornire il proprio supporto tecnico-scientifico agli approfondimenti richiesti dall’autorità giudiziaria.

Il comandante ha inoltre insistito sull’importanza dell’imparzialità della scienza forense: l’obiettivo, ha spiegato, deve essere quello di arrivare alla verità «ben oltre il clamore mediatico e le inutili manipolazioni».

Il punto, dunque, è duplice: da una parte la difesa dell’affidabilità e del ruolo istituzionale del Ris; dall’altra la disponibilità dell’Arma a verificare senza sconti eventuali responsabilità individuali.

Le parole di Luongo segnano così una posizione netta rispetto agli eventuali esiti degli accertamenti della magistratura. L’Arma, ha chiarito il comandante generale, non intende sottrarsi a eventuali verifiche sul passato e, se saranno individuate responsabilità, assicura collaborazione e fermezza.

Per il momento, tuttavia, eventuali responsabilità personali restano oggetto degli accertamenti giudiziari. La Procura di Pavia prosegue il lavoro sulla nuova inchiesta e sugli elementi raccolti negli ultimi mesi.

Il messaggio del comandante dei Carabinieri è quindi chiaro: la responsabilità, qualora venga accertata, sarà individuale e dovrà essere perseguita nelle sedi competenti, senza trasformare eventuali condotte dei singoli in un giudizio sull’intera Arma.

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