Crosetto: “Limitare all’Ucraina l’accesso ai satelliti potrebbe rendere più lunga e difficile la guerra”

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Il ministro della Difesa italiano critica la decisione degli Stati Uniti di limitare l’accesso dell’Ucraina ai sistemi satellitari e alle informazioni di intelligence. «Non ha assolutamente senso», avverte, sottolineando il rischio di prolungare l’invasione russa anziché favorire la pace


AgenPress. Il ministro della Difesa Guido Crosetto lancia un messaggio chiaro all’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump: limitare l’accesso dell’Ucraina ai sistemi satellitari e alle informazioni di intelligence utilizzati per contrastare gli attacchi russi rappresenterebbe «un errore completo, un grave errore».

In un’intervista alla BBC, Crosetto ha espresso forti perplessità sulla possibilità che Washington riduca il sostegno informativo e tecnologico a Kiev, evidenziando le conseguenze che una simile scelta potrebbe avere sull’andamento del conflitto. Secondo il ministro italiano, una decisione di questo tipo «non ha assolutamente senso» e rischierebbe di produrre l’effetto opposto rispetto a quello auspicato da chi punta a raggiungere una soluzione diplomatica.

L’accesso alle informazioni satellitari e ai dati di intelligence rappresenta uno strumento fondamentale per la difesa ucraina. Queste risorse consentono di individuare movimenti delle forze nemiche, monitorare le attività militari e migliorare la capacità di risposta agli attacchi russi.

Una riduzione di tale supporto potrebbe quindi mettere Kiev in una posizione più difficile, proprio mentre il Paese continua a difendersi dall’invasione su vasta scala avviata dalla Russia.

È su questo punto che si concentra la preoccupazione di Crosetto: indebolire le capacità difensive ucraine non significa necessariamente accelerare la fine delle ostilità. Al contrario, secondo il ministro, il rischio è quello di prolungare il conflitto, rendendo più complicato il percorso verso una pace duratura.

Le dichiarazioni del ministro si inseriscono nel più ampio dibattito sul ruolo degli Stati Uniti nella guerra in Ucraina e sulle modalità con cui l’amministrazione Trump intende gestire il sostegno a Kiev.

Washington rappresenta un attore centrale per le capacità militari ucraine, anche grazie alla condivisione di informazioni strategiche. Eventuali restrizioni in questo ambito potrebbero avere ripercussioni sull’equilibrio del conflitto e sulla capacità dell’Ucraina di contrastare le operazioni russe.

Crosetto mette dunque in discussione l’efficacia di una pressione esercitata attraverso la riduzione degli strumenti difensivi di Kiev. L’obiettivo della pace, nella sua valutazione, non dovrebbe tradursi in un indebolimento che rischi di favorire l’avanzata russa o di prolungare l’occupazione dei territori ucraini.

Le parole pronunciate alla BBC confermano la centralità della questione ucraina nel dibattito sulla sicurezza europea. Per l’Italia, come per gli altri Paesi europei coinvolti nel sostegno a Kiev, la ricerca di una soluzione diplomatica resta strettamente legata alle condizioni militari e politiche in cui si svolgono i negoziati.

Il messaggio di Crosetto è netto: ridurre le capacità di difesa dell’Ucraina non garantisce automaticamente un accordo e potrebbe, invece, rendere più lunga e difficile la guerra.

La sfida, dunque, è trovare una strada che consenta di arrivare alla pace senza creare le condizioni per un ulteriore vantaggio strategico della Russia. Ed è proprio su questo rischio che il ministro della Difesa italiano ha voluto richiamare l’attenzione di Washington: limitare l’accesso di Kiev alle informazioni satellitari e di intelligence, ha avvertito, sarebbe una scelta sbagliata e potenzialmente controproducente.

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