Stati Generali dell’Acqua a Castel Gandolfo. Un impegno comune per la vita, la salute e il futuro

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Dalle criticità ambientali agli investimenti per salvaguardare il bacino: a Castel Gandolfo istituzioni, competenze scientifiche e realtà del territorio si confrontano per trasformare la tutela dell’acqua in una responsabilità condivisa. Al centro il dialogo istituzionale e il dovere di custodire i beni comuni per le future generazioni


AgenPress. L’acqua come vita, pace, territorio e salute. Quattro prospettive, un unico bene comune e una responsabilità che riguarda istituzioni, comunità locali, mondo scientifico, professioni e cittadini.

È il filo conduttore degli Stati generali dell’Acqua e del Territorio, promossi dall’Associazione Lago di Castel Gandolfo e ospitati in piazza della Libertà, nel cuore del borgo castellano legato alla residenza estiva pontificia. Una partecipazione straordinaria ha accompagnato il confronto sulle condizioni del lago Albano, sulle criticità che ne minacciano l’equilibrio e sulle iniziative necessarie per garantirne la salvaguardia.

Non soltanto un momento di denuncia, ma un’occasione per mettere a confronto competenze, responsabilità e proposte, fare il punto sugli interventi previsti e individuare le azioni necessarie. La tutela del lago si è confermata una questione che supera i confini amministrativi e coinvolge ambiente, salute pubblica, legalità, sviluppo sostenibile e qualità della vita.

Il quadro della crisi e gli interventi per salvaguardare il lago

I dati illustrati nel corso dell’incontro restituiscono la misura della criticità. Il monitoraggio dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale, raccolto nell’Osservatorio ANBI Risorse Idriche, indica una perdita complessiva di oltre sette metri del livello del lago nell’arco di circa dieci anni, con una diminuzione di 117 centimetri tra il 2024 e la fine del 2025.

Un fenomeno riconducibile al deficit delle precipitazioni, all’aumento delle temperature e alla pressione dei prelievi idrici. Le piogge degli ultimi dieci giorni hanno tuttavia determinato un recupero di sette centimetri: un segnale positivo che non ridimensiona la necessità di interventi strutturali.

Sul versante della conoscenza e della trasparenza, è ora possibile consultare online i dati dell’idrometro installato direttamente sul lago dall’Autorità di bacino, su sollecitazione dell’Associazione Lago di Castel Gandolfo. Il sistema consente di seguire l’andamento del livello idrico attraverso rilevazioni verificabili.

Nel corso degli Stati generali sono state inoltre illustrate le risorse destinate alle opere di salvaguardia. Due interventi per la messa in sicurezza dal rischio idrogeologico delle sponde della corona del lago Albano, con opere di regimazione e recupero delle acque piovane, sono in corso di finanziamento attraverso i fondi MASE FSC 2021-2027, per un importo complessivo di 4,9 milioni di euro, a partire dal 2026.

A questi si aggiungono 47 milioni di euro annunciati per interventi finalizzati a ridurre i prelievi idrici dai pozzi situati intorno al lago.

Risorse e progetti che dovranno tradursi in risultati concreti attraverso una programmazione efficace, il coordinamento tra i soggetti coinvolti e un’attenta verifica degli effetti degli interventi.

Un confronto tra istituzioni e territorio

Gli Stati generali, patrocinati dal Comune di Castel Gandolfo, hanno riunito rappresentanti delle istituzioni nazionali, regionali e locali, insieme ai vertici degli organismi tecnici, delle realtà di gestione del servizio idrico, del mondo professionale e delle organizzazioni impegnate nella tutela ambientale.

Tra le autorità presenti, il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli, il senatore Marco Silvestroni e i consiglieri regionali Daniele Leodori, Micol Grasselli, Edy Palazzi e Fabio Capolei. Hanno partecipato anche il sindaco di Castel Gandolfo, Alberto De Angelis, l’assessore Tiziano Mariani, il sindaco di Marino, Stefano Cecchi, il sindaco di Albano, Massimo Ferrarini, il vicesindaco di Genzano, Massimo Bevilacqua, e il sindaco di Ariccia, Gianluca Staccoli, oltre a rappresentanti degli organismi tecnici e della gestione idrica.

Il confronto ha posto le basi per un percorso verso la costituzione di un tavolo interistituzionale permanente, con l’obiettivo di dare continuità al dialogo, coordinare le iniziative e accompagnare la realizzazione degli interventi necessari.

Nel corso dell’incontro, Mariani ha consegnato una targa a ciascuno dei sindaci presenti, come segno di un «patto di alleanza istituzionale» e di un impegno condiviso per la tutela del territorio. Insieme all’assessore delegato al Lago, Cristiano Bavaro, e a nome dell’amministrazione comunale, ha inoltre conferito a Chiara Rai, presidente dell’Associazione Lago di Castel Gandolfo, un riconoscimento per l’impegno profuso nella salvaguardia del bacino.

«La collaborazione tra istituzioni – hanno ribadito il sindaco Alberto De Angelis e l’assessore Mariani – si conferma una condizione indispensabile per affrontare problemi complessi, che richiedono continuità, responsabilità condivise e una visione capace di superare i confini delle singole competenze amministrative».

Quattro panel, un’unica responsabilità

Il confronto si è articolato in quattro panel, dedicati all’acqua come bene da custodire attraverso la collaborazione istituzionale, come elemento di pace, come patrimonio del territorio e come presupposto essenziale per la salute.

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Il primo panel ha affrontato il rapporto tra disponibilità della risorsa, gestione idrica e responsabilità istituzionali. Sono intervenuti il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli, il vicepresidente del Consiglio regionale Daniele Leodori, Marco Casini, segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale, Marco Salis, presidente di Acea Ato 2, Massimo Gargano, direttore generale di ANBI, Francesco Nazzaro, capo di Gabinetto della Città metropolitana di Roma, e Marco Silvestroni, senatore della Repubblica.

Il confronto ha messo in relazione la conoscenza tecnica del bacino, la gestione del servizio idrico e le politiche di tutela della risorsa, evidenziando la necessità di coordinare gli interventi e trasformare le risorse disponibili in opere efficaci.

Il secondo panel, L’acqua è pace, ha approfondito la dimensione etica della risorsa, la coesione istituzionale e la custodia del Creato. Vi hanno preso parte don Antonio Scigliuzzo, direttore dell’Ufficio diocesano per i problemi sociali e il lavoro, don Manuel Dorantes, direttore amministrativo del Centro di Alta Formazione Laudato si’, e Micol Grasselli, consigliera regionale del Lazio.

La prospettiva proposta ha richiamato il valore dell’acqua come bene essenziale alla vita e come elemento capace di unire comunità e istituzioni. La sua tutela riguarda l’equità nell’accesso alle risorse, la solidarietà tra territori e la responsabilità verso chi verrà dopo di noi.

Il terzo panel, L’acqua è territorio, ha affrontato i temi dello sviluppo sostenibile, della legalità, della tutela ambientale e dell’economia circolare. Sono intervenuti i consiglieri regionali del Lazio Edy Palazzi e Fabio Capolei, Ivan Boccali, presidente del Parco regionale dei Castelli Romani, Stefano Armati, presidente dell’Ordine degli avvocati del Foro di Velletri, Maurizio Capogrossi, presidente di BCC Colli Albani, e Maria Spena, presidente del Comitato One Water Italy.

Capogrossi ha annunciato un’iniziativa di sensibilizzazione rivolta alle scuole del territorio, condivisa con l’Associazione Lago di Castel Gandolfo, che prenderà il via a gennaio e si concluderà con un concorso. In palio una borsa di studio per il miglior cortometraggio sul tema dell’acqua realizzato da studenti e giovani under 35.

Il confronto ha evidenziato la necessità di considerare il lago come un sistema unitario: un ecosistema da proteggere, una risorsa per il territorio e un patrimonio naturale che incide sull’economia locale e sulla qualità della vita. La tutela ambientale richiede prevenzione, rispetto delle regole e un modello di sviluppo capace di coniugare le attività umane con la salvaguardia degli equilibri naturali.

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Il quarto panel, L’acqua è salute, ha posto al centro la salute pubblica, l’approccio One Health e la sicurezza della comunità. Sono intervenuti Carlo Villani, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Velletri, Marco Mattei, capo di Gabinetto del Ministero della Salute, Giovanni Profico, direttore generale della ASL Roma 6, e Francesco Tagliente, presidente della Fondazione Insigniti OMRI. Il confronto è stato moderato dalla giornalista Chiara Rai.

L’approccio One Health richiama una consapevolezza fondamentale: la salute umana, quella animale e l’equilibrio degli ecosistemi sono strettamente connessi. Proteggere l’acqua significa quindi prevenire i rischi per la salute, tutelare l’ambiente e promuovere condizioni di sicurezza e benessere per l’intera comunità.

I quattro panel, moderati da Chiara Rai, Matteo Frasi e Arianna Saroli, questi ultimi due componenti del direttivo dell’Associazione, hanno offerto prospettive differenti e complementari, facendo emergere un principio comune: la tutela dell’acqua richiede la partecipazione consapevole di tutti gli attori coinvolti.

Nel concludere i lavori, Tagliente ha richiamato il significato costituzionale della giornata, sottolineando il valore del contributo offerto dai relatori e la necessità di tradurre il confronto in responsabilità concreta verso la comunità e le generazioni future.

«L’acqua è vita, salute e un bene comune da custodire. La salute si protegge prima che ci si ammali: per questo dobbiamo fare, fare presto, fare bene, fare squadra e far sapere. Custodire l’acqua significa tutelare la dignità della persona e il futuro dei nostri figli. È un impegno concreto verso la comunità e un modo per onorare i valori della Costituzione e della Repubblica, che quest’anno celebra gli ottant’anni della sua nascita».

I riconoscimenti al merito e all’impegno istituzionale

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A conclusione della giornata, un momento dedicato al riconoscimento pubblico dell’impegno di personalità che, attraverso ruoli e responsabilità differenti, contribuiscono alla vita delle istituzioni e della comunità.

I riconoscimenti sono stati conferiti al cardinale Fabio Baggio, Pro-Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, con incarico speciale per il Centro di Alta Formazione Laudato si’; a Massimo Gargano, direttore generale di ANBI; a Marco Mattei, capo di Gabinetto del Ministero della Salute; a Marco Casini, segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale; e a Carlo Villani, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Velletri.

È stato inoltre conferito un riconoscimento al questore di Roma, Roberto Massucci, impossibilitato a partecipare per concomitanti impegni istituzionali legati alle manifestazioni in programma nella Capitale. A rappresentarlo è stato il dottor Roberto Serra, dirigente di un Commissariato di pubblica sicurezza.

A don Tadeusz Rozmus, parroco di San Tommaso da Villanova a Castel Gandolfo, è andato lo speciale riconoscimento «Portavoce di Pace».

Tra i momenti più significativi della cerimonia, quello che ha visto protagonista Rino Barillari, storico «Re dei Paparazzi», salito sul palco per consegnare personalmente al rappresentante del questore il riconoscimento destinato a Massucci. Un gesto simbolico che ha richiamato il rapporto tra il mondo della cronaca e quello delle forze dell’ordine, accomunati dalla presenza quotidiana sulle strade e dall’attenzione alla vita della comunità.

I riconoscimenti hanno concluso la giornata, esprimendo apprezzamento per impegni e responsabilità diversi e valorizzando il contributo offerto alla collettività in ambito istituzionale, scientifico, sociale e spirituale.

E’ quanto dichiara, in un comunicato, il Prefetto Francesco Tagliente – Presidente della Fondazione Insigniti OMRI. 

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