AgenPress. Il 16 settembre 2026 il tasso di riferimento BCE sui depositi è salito al 2,50%, secondo rialzo dell’anno. L’aumento del costo del denaro si riflette generalmente sui rendimenti offerti al risparmio, rendendo utile una valutazione degli strumenti disponibili per la liquidità non impiegata nella spesa corrente.
Il tasso pubblicizzato non coincide però con il rendimento netto effettivamente accreditato. Tra il tasso lordo e gli interessi percepiti intervengono due imposte, stabilite per legge e indipendenti dall’istituto scelto, a cui si aggiunge una variabile contrattuale determinante quanto il tasso stesso: la durata per cui la somma resta vincolata.
Le condizioni del rapporto, dichiarate prima dell’apertura, definiscono questi elementi in modo sintetico.
Funzionamento del conto deposito e operazioni consentite
Il conto deposito è lo strumento destinato alle somme prive di impiego immediato, che restano fuori dalla spesa corrente e maturano un rendimento per il periodo di giacenza. Stipendio, bollette e domiciliazioni continuano a transitare dal conto corrente tradizionale a cui il deposito è collegato: sul conto deposito le operazioni ammesse si limitano al versamento e al prelievo verso il conto di appoggio.
La limitazione operativa costituisce una caratteristica strutturale del prodotto, concepito per non essere utilizzato nella gestione ordinaria della liquidità.
È possibile collegare fino a tre conti correnti allo stesso conto deposito. Il conto deposito di Santander Consumer Bank permette inoltre la cointestazione fino a un massimo di tre titolari maggiorenni.
Le imposte applicate al rendimento
Il rendimento lordo è ridotto da due voci fiscali. La prima è l’imposta di bollo, pari al 2 per mille delle somme depositate, dovuta allo Stato indipendentemente dall’istituto e calcolata sulla giacenza media rilevata nel periodo di rendiconto, la stessa base su cui maturano gli interessi.
Sugli interessi maturati grava inoltre una ritenuta fiscale del 26%, trattenuta alla fonte prima dell’accredito. Un tasso lordo del 2,70% si traduce quindi in un rendimento netto di circa il 2,00%, da cui va sottratta separatamente l’imposta di bollo sulla giacenza.
Le due imposte sono stabilite dalla normativa vigente e si applicano indistintamente a qualunque istituto, per cui non costituiscono un elemento di confronto tra offerte diverse. La tutela del capitale depositato è invece garantita dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che copre fino a 100.000 euro per depositante e per banca, con rimborso previsto entro sette giorni lavorativi.
Le due formule disponibili: libera e vincolata
La distinzione principale tra le formule disponibili riguarda la disponibilità del capitale nel tempo.
IoPOSSO è la formula priva di vincolo temporale: il capitale resta disponibile in qualsiasi momento e matura un tasso fisso lordo del 2,00% annuo, secondo le condizioni pubblicate a settembre 2026. Gli interessi si accreditano trimestralmente in regime di capitalizzazione composta, con decorrenza dalla data di accredito del bonifico. Un prelievo parziale non incide sugli interessi già maturati, né sulla capitalizzazione della somma residua.
IoSCELGO prevede invece un vincolo di 6, 12, 24 o 36 mesi. Le somme versate confluiscono inizialmente sulla parte base del conto, remunerata all’1,00%, per poi essere destinate ai vincoli scelti dal titolare.
Ripartizione del capitale su più vincoli
L’importo minimo per costituire un vincolo è di 500 euro, con incrementi per multipli di 100 euro. Il contratto non pone un limite al numero di vincoli attivabili contemporaneamente, il che consente di ripartire il capitale su scadenze differenti, ad esempio a sei, dodici e trentasei mesi, in modo che la liquidità si renda disponibile a intervalli regolari senza interessare l’intero capitale.
Lo svincolo anticipato
Ogni vincolo può essere sciolto anticipatamente, senza necessità di motivazione, tramite l’operazione di svincolo anticipato. In tal caso gli interessi vengono ricalcolati al tasso dell’1,00% previsto per la parte base, applicato sull’intero periodo di giacenza: la differenza rispetto al tasso originario rappresenta il costo dell’operazione.
La ripartizione del capitale su più vincoli limita l’effetto dello svincolo, poiché il ricalcolo riguarda soltanto la quota corrispondente alla somma richiesta e non l’intero capitale accantonato, come accade ad esempio nel caso dei conti deposito di importo più elevato con un solo vincolo.
L’andamento dei rendimenti in funzione della durata
La relazione tra durata del vincolo e rendimento dipende dalla fase dei tassi di riferimento in corso. Nella fase attuale, quale una di rialzo, la curva mostra un andamento crescente: 2,30% a sei mesi, 2,40% a dodici, 2,50% a ventiquattro e 2,70% a trentasei mesi.
In una fase di attesa di ribasso dei tassi, la curva tende invece ad appiattirsi o a invertirsi, con i vincoli di durata maggiore che incorporano già l’aspettativa di tassi in calo. Un simulatore online consente di quantificare in euro il rendimento delle diverse durate disponibili.
