Radicali Italiani, Blengino: “Mi dimetto. Ha vinto la partitocrazia”

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AgenPress. “Ho deciso di rassegnare le mie dimissioni dalla carica di Segretario nazionale di Radicali Italiani. È una scelta profondamente dolorosa, maturata di fronte a una degenerazione politica e a gravi irregolarità che impedisco la tenuta di un congresso regolare – lo afferma in una nota Filippo Blengino, Segretario di Radicali Italiani -.

Le gravi opacità nella gestione delle iscrizioni e le anomalie che investono il XXIV Congresso mi impediscono di assumermi la responsabilità di convocare un’assise della cui regolarità non posso ritenermi garante – prosegue -. Ma la questione è ben più profonda: in Radicali Italiani non è rimasto più nulla di radicale. Un movimento nato per combattere la partitocrazia ne è diventato una delle più grottesche rappresentazioni.

La trasparenza è ostacolata, le regole democratiche sono considerate un intralcio e chi dissente viene trattato come un nemico. Sotto la presidenza di Matteo Hallissey si è consolidata una concezione proprietaria del partito, ormai ostaggio di una setta politica nella quale la fedeltà personale prevale sulle competenze e gli organi statutari sono ridotti a strumenti di ratifica di decisioni assunte altrove. A questo si aggiungono le criticità nella gestione delle risorse, la scarsa trasparenza di alcune iniziative, tra cui la campagna Stop Tassa Etica, e il tentativo di trasformare Radicali Italiani in uno strumento di guerra interna a Più Europa, al servizio di ambizioni personali che nulla hanno a che vedere con le nostre battaglie.

Non intendo prestare ulteriormente il mio nome, il mio ruolo e la mia responsabilità a questa degenerazione. Insieme a me, altri dirigenti di Radicali Italiani hanno deciso di rassegnare le proprie dimissioni dagli organi del partito. A loro e a tutti i compagni con cui ho condiviso dieci anni di militanza va la mia più profonda gratitudine. Lascio un partito che non riconosco più, ma non rinnego neppure un giorno delle lotte che abbiamo condotto” – conclude.

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