AgenPress. Oggi sono mille giorni da quando questo Governo è in carica, a me sembrano un po’ di più, ma sono mille. Però penso che sia un tempo sufficiente per valutare con onestà la direzione intrapresa, il lavoro che si è fatto. Io, che sono una persona rigida, vedo soprattutto quello che non va, vedo soprattutto quello che c’è ancora da fare. So che va fatto di più, so che va fatto meglio per aiutare le Regioni a garantire una sanità efficiente, per tutelare con coraggio la sicurezza dei cittadini onesti, per continuare a ridurre le tasse, per portare a compimento quella rivoluzione che serve al Mezzogiorno d’Italia, per rafforzare la lotta all’immigrazione illegale, difendere il lavoro, difendere le eccellenze italiane.
Ma vi dirò qual è il dato che da Presidente del Consiglio mi rende più orgogliosa di questi quasi tre anni di governo. In media, in ognuno di questi mille giorni, sono stati creati più di mille posti di lavoro nuovi e a tempo indeterminato, per un totale di più di un milione di nuovi posti di lavoro. Credo che ci sia ancora, anche su questo fronte, molto da fare per colmare il divario che abbiamo con il tasso di occupazione rispetto alle altre grandi nazioni europee, ma è altrettanto vero che il dato record sull’occupazione femminile, sia in termini percentuali sia in termini assoluti, con il superamento del tetto dei 10 milioni di donne lavoratrici, rappresenta un segnale positivo e il segnale di un’inversione di tendenza sulla quale bisogna continuare a lavorare.
Sono ancora d’accordo con la segretaria Fumarola quando dice che ogni punto percentuale in più di occupazione femminile che si produce ha un impatto positivo sul PIL, sulle entrate fiscali e sulla sostenibilità del welfare. È esattamente la ragione per la quale, come sapete, il Governo ha scelto di premiare le mamme lavoratrici, di rafforzare i meccanismi di conciliazione vita-lavoro come l’estensione del congedo parentale, il potenziamento del contributo erogato dall’Inps, che rende sostanzialmente gratuito l’asilo nido per le famiglie con Isee fino a 40 mila euro.
Lo abbiamo fatto perché per noi la sfida demografica, la natalità, la sostenibilità economica che a questi fattori è connessa, rappresentano una priorità assoluta. Significa non accontentarsi di gestire il presente, ma porsi il problema di garantire un futuro per questa Nazione. Dal canto nostro stiamo affrontando questo tema che è, secondo me, “il tema” con la consapevolezza di essere una delle nazioni che hanno accumulato negli anni il maggiore ritardo, ma anche con la determinazione di essere il primo governo in Italia ad aver dato alla questione demografica la centralità che merita, con le parole e con i fatti. Io ho sempre pensato che la spesa pubblica finalizzata a sostenere la natalità, quindi i servizi, gli aiuti alle famiglie, la conciliazione vita-lavoro, sia quella che più di ogni altra può essere considerata un investimento produttivo, cioè un investimento sul futuro stesso dei nostri sistemi sociali per l’Italia e per l’Europa. Dopodiché, in questi anni, noi abbiamo scelto di concentrare gran parte delle risorse a disposizione per sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori, in particolare quelli che avevano i redditi più bassi.