Messaggio di saluto del Presidente della Fondazione OMRI ai nuovi insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, alla vigilia delle cerimonie di consegna delle onorificenze nelle Prefetture
AgenPress. Alla vigilia delle cerimonie di consegna, nelle Prefetture, delle onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, quale Presidente della Fondazione Insigniti OMRI desidero esprimere ai nuovi decorati le più sincere congratulazioni per l’altissimo traguardo raggiunto, insieme con l’augurio sentito di sempre meglio operare per il bene della comunità. L’onorificenza del massimo ordine cavalleresco nazionale rappresenta il riconoscimento tangibile dello Stato per un cammino umano e professionale guidato dall’impegno civile, dalla passione, dalla capacità di porsi al servizio degli altri, dalla tenacia e dal sacrificio.
L’ingresso nell’OMRI, in qualsiasi grado, costituisce un privilegio esclusivo e al tempo stesso una grande responsabilità. Nel corso degli ultimi vent’anni il prestigio internazionale dell’Ordine è costantemente aumentato, grazie a una selettività sempre più rigorosa nei conferimenti. Pertanto, ogni concessione è anche un invito a restituire al Paese, con accresciuta consapevolezza, il grande onore ricevuto.
Nel 1952 il numero delle onorificenze annualmente concesse si attestava intorno alle 20.000, giustificate dal fatto che dal 1946 al 1951, quando fu istituito l’OMRI, non furono distribuite onorificenze cavalleresche repubblicane di natura generalista. Dal 1953 al 1955 il numero si stabilizzò a 15.000, per poi salire a 25.000 nel 1956 e raggiungere 23.000 nel biennio 1957-1958. Dal 1959 al 1984 i conferimenti oscillarono fra 15.000 e 18.000, mentre fino al 1999 ci si attestò intorno alle 13.500 concessioni. Si deve al Presidente Ciampi la svolta che, nel 2000, ridusse il numero a 10.000, ulteriormente diminuite nei settennati successivi (8.000 fra il 2007 e il 2008; 6.000 fra il 2009 e il 2010; 5.000 fra il 2011 e il 2015). Dal 2016 le onorificenze distribuite sono state 4.000, fino all’ulteriore contrazione a 3.500, dal 2017 a oggi: una selettività sempre più marcata che ha portato l’OMRI a essere valutato, negli scambi di decorazioni dettati dalla cortesia internazionale, alla stregua della Légion d’Honneur.
Attualmente, le onorificenze annuali sono così ripartite: 20 Cavalieri di Gran Croce, 80 Grandi Ufficiali, 300 Commendatori, 500 Ufficiali e 2.600 Cavalieri. Un particolare che pochi conoscono: prima della firma del decreto concessorio, il Presidente della Repubblica visiona personalmente le candidature ai gradi di Gran Croce e di Grande Ufficiale, a conferma della rigidità dell’istruttoria e della rilevanza attribuita ai conferimenti più elevati.
Quanto alla distribuzione sociale degli insigniti, per molti decenni le onorificenze furono prevalentemente indirizzate ai settori civili e militari della Pubblica Amministrazione. Da qualche tempo, invece, si registra una inversione di tendenza, con un’attenzione particolare al mondo della cultura, della scienza e dell’arte e una profonda rivalutazione delle benemerenze acquisite nei campi filantropico, umanitario e del volontariato. Si tratta di un’evoluzione che ha recepito i grandi cambiamenti avvenuti nella società italiana, restituendo all’Ordine la sua originaria vocazione di istituto premiale che abbraccia tutte le componenti della comunità nazionale.
Accanto all’OMRI, il sistema premiale repubblicano comprende l’Ordine al Merito del Lavoro, l’Ordine Militare d’Italia, l’Ordine della Stella d’Italia (destinato agli stranieri e agli italiani all’estero) e l’Ordine di Vittorio Veneto (non più conferibile). I cittadini italiani insigniti di ordini cavallereschi conferiti da Paesi con cui la Repubblica tiene relazioni diplomatiche possono indossarne le insegne solo dopo l’autorizzazione governativa, ad eccezione di quelle del Sovrano Militare Ordine di Malta, che per antica consuetudine sono indossabili liberamente.
Al contrario, devono essere denunciati e contrastati i numerosi ordini cavallereschi fasulli, privi di qualsiasi fondamento storico e giuridico, che purtroppo continuano ad approfittarsi dell’ingenuità o della vanità di alcuni. È bene ricordare che i Templari non esistono più dal 1312 e che l’unico legittimo Ordine di Malta ha sede a Roma, in Via dei Condotti 68. In caso di dubbi è sempre opportuno rivolgersi all’Ufficio per il Cerimoniale di Stato e le Onorificenze della Presidenza del Consiglio o al Cerimoniale Diplomatico della Repubblica presso il Ministero degli Affari Esteri.
Nel porgere ai nuovi insigniti l’augurio più sincero, desidero sottolineare che ogni onorificenza è, in fondo, un patto di fiducia tra lo Stato e i suoi cittadini migliori: un invito a continuare a dare il meglio di sé, con rinnovato senso del dovere e dello spirito repubblicano.
Che questo riconoscimento sia, per ciascun insignito, un incoraggiamento a proseguire con ancora maggiore convinzione nel servizio alla comunità e nell’impegno quotidiano per il progresso morale, civile e sociale del nostro Paese.
