Il prof. Foad Aodi sarà presente alla conferenza stampa UAP di domani 28 gennaio a nome delle sue associazioni e dei suoi movimenti, nonché come membro dei Direttivi UAP (Unione Nazionale Ambulatori e Poliambulatori) e AISI (Associazione Imprese Sanitarie Indipendenti) : “Stesse prestazioni devono significare stesse regole. Basta contrapposizioni sterili tra pubblico e privato”.
AgenPress. In occasione della conferenza stampa promossa dall’Unione Nazionale Ambulatori e Poliambulatori (UAP), “a tutela della sanità pubblicata e privata autorizzata e del diritto alla salute”, in programma per domani, mercoledì 28 gennaio a Roma, l’Associazione Medici di Origine Straniera in Italia (AMSI) accanto alla rete informativa AISCNEWS (Agenzia Internazionale Informazione Senza Confini), e con i movimenti Umem (Unione Medica Euromediterranea) e Uniti per Unire, annunciano la propria piena adesione all’iniziativa, condividendone finalità e contenuti.
L’incontro è dedicato alle criticità strutturali che stanno mettendo a rischio la tenuta del Servizio Sanitario Nazionale, a partire dal nomenclatore tariffario sottocosto, dall’introduzione della cosiddetta farmacia dei servizi in deroga ai requisiti sanitari e dal riordino della rete laboratoristica avviato senza criteri chiari e condivisi.
Il prof. Foad Aodi, presidente di AMSI, medico fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, direttore responsabile di AISC News, membro del Registro degli esperti FNOMCEO, docente dell’Università di Tor Vergata e componente dei direttivi di UAP e AISI (Associazione Imprese Sanitarie Indipendenti), sarà presente alla conferenza stampa e sottolinea il valore dell’iniziativa come atto di responsabilità verso i cittadini e il sistema sanitario nel suo complesso.
“Questa non è una battaglia di categoria – afferma Aodi – ma una presa di posizione a difesa della sanità italiana, dei requisiti di sicurezza e della qualità delle cure. I servizi sanitari devono essere garantiti nel rispetto delle competenze professionali, con la diagnosi che spetta al medico e con il riconoscimento del ruolo di tutti i professionisti della salute”.
Secondo AMSI, UMEM e UNITI PER UNIRE, la progressiva introduzione di deroghe normative e standard differenziati sta generando un sistema frammentato, in cui prestazioni uguali vengono erogate con regole diverse, a danno dei cittadini e della sicurezza delle cure. “Avvicinare i servizi non può significare aggirare le regole – prosegue Aodi – né abbassare i requisiti minimi. Le stesse prestazioni devono rispondere agli stessi criteri di qualità, nel pubblico come nel privato accreditato, nel privato autorizzato e in ogni altro contesto”.
Il prof. Aodi richiama inoltre la necessità di superare il conflitto sterile tra sanità pubblica e sanità privata, definendolo “inutile e dannoso”. “Noi difendiamo la sanità italiana nel suo insieme. La sanità privata accreditata e autorizzata va valorizzata, non contrapposta al pubblico. Solo così si tutela davvero il diritto alla salute e anche il diritto al lavoro dei professionisti”.
Il prof. Foad Aodi ribadisce che la difesa del Servizio sanitario passa innanzitutto dalla tutela dei professionisti della sanità e delle loro competenze. “La diagnosi e la cura spettano al medico – sottolinea – e questo principio va difeso senza ambiguità, perché è alla base della sicurezza delle cure e della responsabilità clinica”.
Aodi richiama al tempo stesso l’importanza della collaborazione interprofessionale, fondata sul rispetto reciproco tra tutte le figure sanitarie, come elemento essenziale per garantire servizi di qualità ai cittadini. “La sanità funziona solo se ogni professionista opera nel proprio ruolo, con competenze chiare e riconosciute, dentro un sistema che valorizza il lavoro di squadra e non crea confusione o sovrapposizioni”.
AMSI, UMEM e UNITI PER UNIRE ribadiscono infine l’importanza di una corretta informazione sanitaria, elemento centrale per garantire trasparenza, fiducia e rispetto reciproco tra professionisti e cittadini. “Difendere il Servizio Sanitario Nazionale – conclude Aodi – significa difendere i cittadini. La sanità non è un mercato: è un diritto costituzionale e va tutelato con regole chiare, uguali per tutti”.
