Una serata di teatro intensa e partecipata ha accompagnato la rappresentazione di Fimmina, lo spettacolo portato in scena da Sarah Scola, capace di intrecciare con naturalezza leggerezza, ironia e profondità nel racconto della dimensione femminile
AgenPress. A rendere l’esperienza scenica ancora più significativa è il profilo della protagonista: Sarah Scola non è un’attrice di professione, ma Primo Dirigente della Polizia di Stato in servizio presso la Scuola Superiore di Polizia. Proprio questo elemento conferisce ulteriore valore alla sua performance, che sul palcoscenico si distingue per autenticità, intensità espressiva e grande capacità di coinvolgere il pubblico.
Fimmina è il racconto di una donna e, al tempo stesso, di molte donne. Attraverso episodi della propria infanzia e della propria formazione, immersi nella cultura e nelle tradizioni di una Sicilia senza tempo, la protagonista conduce gli spettatori in un viaggio tra memoria, ironia e consapevolezza. Gli stereotipi vengono osservati con uno sguardo disincantato e talvolta irriverente, fino a trasformarsi da limite in risorsa e a delineare il profilo di una donna forte, autonoma e artefice del proprio destino.
La regia, la scenografia e l’accompagnamento musicale contribuiscono a costruire un equilibrio efficace tra momenti di leggerezza e passaggi di intensa emotività, dando vita a uno spettacolo capace di alternare sorriso e riflessione.
La serata ha visto in platea la presenza di numerose autorità e rappresentanti delle istituzioni, tra cui il direttore della Scuola Superiore di Polizia Mario Viola, il questore di Roma Roberto Massucci e il presidente Piero Grasso, insieme a dirigenti e funzionari della Polizia di Stato e a un pubblico numeroso e partecipe.
Gli spettatori hanno seguito con attenzione l’intera rappresentazione, accompagnandone i momenti più significativi con applausi calorosi e prolungati, contribuendo a creare un’atmosfera di forte partecipazione.
Fimmina si conferma così uno spettacolo capace di andare oltre la dimensione teatrale per diventare racconto civile e culturale: una riflessione, insieme leggera e profonda, sul ruolo della donna nella società contemporanea, sulla forza delle proprie radici e sulla capacità di trasformare gli stereotipi in strumenti di libertà e consapevolezza.
Un contributo significativo alla riuscita dello spettacolo è stato offerto anche dalle musiche, curate da Francesco ed Emanuele Bunetto, in arte Bellamorea, che con le loro sonorità hanno accompagnato e valorizzato i momenti più intensi della narrazione scenica, contribuendo a creare quell’atmosfera emotiva capace di coinvolgere profondamente il pubblico.
