AgenPress. “Ho sempre sostenuto la necessità di questo cambiamento della Costituzione, anche quando ero nel PD. Vivendolo sulla mia pelle mi è risultato chiaro un elemento, e cioè il fatto che abbiamo una categoria di alti funzionari pubblici con un potere enorme che è immune dall’esercizio della propria funzione”.
Così l’ex senatore del Partito Democratico Stefano Esposito, intervenuto durante la trasmissione Dissocial in onda su Radio Cusano, ha spiegato le sue posizioni favorevoli alla separazione delle carriere.
Sulla politicizzazione del referendum, Esposito sostiene che sia il fronte del No ad averlo reso un terreno di scontro politico: “Questo resta un Paese di Guelfi e Ghibellini, che non riesce a trovarsi su nulla che sia di interesse generale, e la giustizia dovrebbe esserlo. Non mi stupisce la guerra su questo referendum, come non mi hanno sorpreso quelle sui referendum del 2016 e sul taglio dei parlamentari. Nel fronte del No c’è una grande anomalia: la proposta politica è condotta dall’ANM, che è il sindacato delle toghe e sostanzialmente ha assunto una postura politica che non le è propria trascinando dietro di sé il campo largo”.
Infine, un passaggio sui dati relativi alle sanzioni e alle responsabilità dei magistrati: “Il dato del 40% dei magistrati che vengono sanzionati è una menzogna. Dal 2020 al 2024 era circa il 20%, nel 2025 diventa il 40% perché hanno omesso un dato dalla colonna. Nella relazione annuale del Procuratore Generale della Cassazione sulle sanzioni disciplinari, fino al 2024 era di circa il 20%, nel 2025 sale al 40% perché hanno tolto la colonna di ordinanze di ‘non luogo a procedere’. Hanno taroccato i dati facendo un falso. I dati sono stati messi fuori dal CSM taroccandoli”.
