AgenPress. Un servizio alla vita “nei momenti di maggiore fragilità”: così il Papa definisce la donazione degli organi, “un’azione – afferma – che unisce la generosità del dono alla responsabilità morale che l’accompagna”.
Nella Sala Clementina, il Pontefice ha ricevuto questa mattina, 26 marzo i partecipanti agli Stati generali della Rete trapiantologica nazionale, iniziativa promossa dal Centro nazionale per i trapianti, una due giorni conclusasi ieri a Roma.
Il Pontefice, pur incoraggiando l’attività di sensibilizzazione e la ricerca scientifica accompagnata però da “una riflessione responsabile”, invita a fare attenzione in questo tempo “in cui tutto rischia di essere valutato secondo la logica del prezzo, dell’efficienza o dell’interesse”
Occorre sempre vigilare per evitare ogni forma di mercificazione del corpo umano e di garantire ai trapianti criteri giusti e trasparenti.
“A tutti voi esprimo la mia gratitudine. Il vostro – soggiunge il Pontefice – è un lavoro esigente e spesso nascosto, che richiede competenza e rigore e, al tempo stesso, coscienza, equilibrio e vivo senso di umanità”. Un lavoro che implica scelte delicate perché legate alla vita delle persone e competenze cliniche. L’invito è di svolgerlo “con fedeltà e dedizione, avendo sempre come riferimento il bene del paziente”.
Incoraggio infine le istituzioni e il mondo del volontariato a proseguire nell’opera di informazione e sensibilizzazione, perché possa crescere una cultura della donazione sempre più consapevole, libera e condivisa, capace di riconoscere in questo gesto un segno di solidarietà, di fraternità e di speranza.
