AgenPress. La vita è un racconto. Il raccontare è nella vita chiamata esistenza. Perché “La funzione della parola è umanizzare il pensiero. Chi trova il sole della propria mente guida la luce dei propri passi”. Raccontare è rivivere.
Chi è Alejandro Jodorowsky? Un poeta che ha incardinato la ricerca alchemica nei libguaggi letterari e in una visione filosofica. Il linguaggio come un labirinto in cui i fili del cuore sono strettamente legati al tempo magico e onirico.
Nato il 17 febbraio 1929 a Tocopilla, in Cile. È comunque un artista eclettico e non incancellabil. Un regista. Uno scrittore, poeta, attore e mistico che ha tracciato e traccia un segno indelebile nella cultura contemporanea. La sua vita è un viaggio attraverso i confini dell’arte. Ma soprattutto della spiritualità e della filosofia. Un percorso che l’ha portato a esplorare le profondità dell’anima umana e a creare opere che sono vere e proprie porte verso l’ignoto. Direi meglio verso il mistero.
Jodorowsky è nato da genitori ebrei ucraini che si erano trasferiti in Cile. La sua infanzia è stata segnata dalla da una profonda curiosità e da una passione per l’arte e la letteratura. Ha studiato psicologia e filosofia all’Università del Cile, ma ha abbandonato gli studi per dedicarsi alla ricerca, al teatro e alla scrittura.
Una bella sottolineatura: “La mia infanzia è stata un incubo, ma è stata anche il mio più grande insegnamento. Ho imparato a vedere il mondo con gli occhi di un poeta, a sentire il dolore e la bellezza della vita” (Alejandro Jodorowsky, in “La Danza della Realtà”).
C’è il teatro nella sua vita. Il suo viaggio mistico! Infatti Jodorowsky ha fondato il suo primo gruppo teatrale, il Teatro Mimico, nel 1947, e ha iniziato a scrivere e dirigere opere teatrali che erano già caratterizzate da un forte senso di surrealism. Negli anni intorno al 1950, si è trasferito a Parigi, dove ha studiato mime con Marcel Marceau e ha iniziato a lavorare come regista e scrittore.
Il suo debutto cinematografico è avvenuto con il film “La cravate” (1957). Si tratra di un cortometraggio mimetico che ha attirato l’attenzione della critica. Nel decennio successivo ha fondato il Movimento Panico. Un gruppo di artisti e scrittori che si proponevano di creare opere che fossero al tempo stesso provocatorie e fortemente poetiche.
Cosa è stata realmente il cinema per Jodorowsky? Ha sottolineato:
“Il cinema è un mezzo per esplorare la psiche umana, per scoprire i segreti dell’anima. È un viaggio attraverso la follia e la ragione, attraverso la vita e la morte” (Alejandro Jodorowsky, “El Topo”).
Tra le sue opere più famose ci sono “El Topo” (1970). Trattasi di un western surrealista che ha conquistato il pubblico underground, e “La Montagna Sacra” (1973). Un film che è stato definito “un viaggio attraverso la psiche umana” e che ha consolidato la reputazione di Jodorowsky come un regista visionario o immaginario.
Ha pubblicato scritti significativi come “Santa Sangre” (1989). Un film che esplora i temi della religione e della sessualità. “La Danza della Realtà” (2013) che è un’autobiografia filmica che è stata presentata anche al Festival di Cannes.
Cosa rappresenta in tutto questo percorso l’arte? Ecco Jodorowsky: “La mia arte è un tentativo di guarire le ferite dell’anima, di liberare l’uomo dalle catene della paura e dell’ignoranza” (Alejandro Jodorowsky, “Psicomagica”).
In Jodorowsky la filosofia ha sempre incontrato la spiritualità. Infatti è stato influenzato da diverse correnti filosofiche e spirituali come til surrealismo, lo zen buddhismo e l’alchimia. Proprio in virtù di ciò ha sviluppato una propria teoria, la “psicomagica”. Ovvero: l’arte e la spiritualità possono essere utilizzate per guarire le ferite dell’anima.
Scrive: “La psicomagia è un modo di vedere il mondo, un modo di vivere la vita come un’opera d’arte. È un tentativo di trasformare la realtà, di creare un mondo nuovo” (Alejandro Jodorowsky, “Psicomagica”).
La poesia è comunque punto cardine nel suo linguaggio e nel suo essere. Proprio da ciò ha sempre tratto l’infa vitale per un intreccio tra alchimia e mistero. Un viaggio in un mondo sciamanico in cui lo studio dei tarocchi ha rappresentato un modello per entrare in una geografia profondamente simbolica e enigmatica.
D’altronde la stessa poesia non è forse dentro questa griglia? Per Jodorowsky certamente sì. Leggo e studio Jodorowsky con molta attenzione da molti anni. Il suo vissuto e il suo vivere sono in costante ricerca in una attesa mistica, e come già detto, labirintica. Perché “La vita è un viaggio, un viaggio attraverso la follia e la ragione, attraverso la vita e la morte. E l’arte è il mezzo per esplorare questo viaggio, per scoprire i segreti dell’anima” (Alejandro Jodorowsky, “La Danza della Realtà”).
Dunque. Alejandro è un artista totale e complesso tra la libertà come senso della spiritualità e creatività. Mistico fino in fondo.
Pierfranco Bruni
