AgenPress. Il Quirinale rompe il silenzio sulla vicenda della grazia concessa a Nicole Minetti e chiede verifiche immediate. Con una comunicazione ufficiale diffusa dall’ufficio stampa, la Presidenza della Repubblica ha reso noto di aver inviato una lettera al Ministero della Giustizia per fare luce su alcune indiscrezioni emerse sulla stampa.
Al centro della richiesta, la necessità di accertare la veridicità di informazioni secondo cui nella domanda di clemenza presentata per ottenere la grazia sarebbero stati inseriti elementi non corrispondenti al vero. Una circostanza che, se confermata, aprirebbe scenari delicati sia sul piano istituzionale sia su quello giuridico.
Nel testo della lettera, trasmessa “in data odierna”, si fa esplicito riferimento al decreto di concessione della grazia adottato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, su proposta favorevole del Ministro della Giustizia lo scorso 18 febbraio 2026. Un atto che, come previsto dall’ordinamento, rientra tra le prerogative del Capo dello Stato, ma che si basa su un’istruttoria ministeriale e su elementi ritenuti attendibili.
“Su indicazione del Signor Presidente – si legge nella comunicazione – prego di voler provvedere ad acquisire con cortese urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare la fondatezza di quanto rappresentato da un organo di stampa”. Parole che sottolineano l’urgenza e la delicatezza del caso.
La mossa del Quirinale appare volta a tutelare la correttezza dell’iter che ha portato alla concessione della grazia, uno strumento di clemenza che presuppone una valutazione rigorosa e trasparente delle condizioni del richiedente. L’eventuale presenza di informazioni false o fuorvianti nella domanda rappresenterebbe infatti un elemento grave, in grado di incidere sulla legittimità dell’intero procedimento.
Il presidente della Repubblica non dispone di autonomi strumenti di indagine per accertare i fatti che vengono prospettati e fonda la propria decisione sui documenti che gli vengono sottoposti nonché sulle valutazioni formulate a tal proposito dall’autorità giudiziaria e dal Ministro della giustizia – Lo ricordano fonti del Quirinale – .
Ora la palla passa al Ministero della Giustizia, chiamato a svolgere rapidamente gli accertamenti richiesti e a riferire al Colle. Gli sviluppi della vicenda potrebbero avere ripercussioni rilevanti, sia sul piano politico che su quello istituzionale, riaccendendo il dibattito sull’uso e sui criteri di concessione della grazia presidenziale.
