AgenPress. Un ragazzo di 21 anni è stato fermato con l’accusa di tentato omicidio dopo gli spari esplosi contro una coppia di attivisti nel corso della manifestazione. Secondo quanto emerso dalle indagini, il giovane sarebbe stato individuato grazie alla targa dello scooter.
L’episodio si è verificato durante il corteo organizzato nella Capitale per la Festa della Liberazione. Due attivisti dell’Anpi sarebbero stati colpiti da alcuni proiettili esplosi da una pistola soft air, sparati da uno scooter in transito. Le vittime hanno riportato ferite e contusioni, fortunatamente non gravi, ma l’accaduto ha provocato panico tra i partecipanti alla manifestazione.
Gli investigatori hanno avviato immediatamente gli accertamenti, acquisendo immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona e raccogliendo le testimonianze dei presenti. Decisivo sarebbe stato il numero di targa dello scooter, che ha consentito di risalire rapidamente al presunto responsabile.
Secondo le prime informazioni, il 21enne apparterrebbe alla Comunità ebraica romana. Un elemento che ha acceso ulteriormente il dibattito e la tensione attorno a una giornata già segnata da forti contrapposizioni politiche e sociali legate al conflitto in Medio Oriente e alle polemiche sui cortei pro Palestina.
La Procura sta ora cercando di chiarire il movente del gesto e verificare se il giovane abbia agito da solo o con eventuali complici. Gli inquirenti stanno inoltre analizzando il tipo di arma utilizzata: una pistola soft air che, sebbene non classificata come arma da fuoco, può provocare lesioni anche serie a distanza ravvicinata.
L’episodio ha suscitato immediate reazioni dal mondo politico e istituzionale. Diverse forze parlamentari hanno condannato quanto avvenuto, chiedendo che venga fatta piena luce sull’accaduto e ribadendo la necessità di mantenere il confronto politico entro i limiti della non violenza.
