Esame guide turistiche 2026, Guide Future: “Dopo il disastro del 2025 si superi ogni limite. Chiediamo l’annullamento della prova del 5 giugno”

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AgenPress. Dopo che decine di migliaia di professioniste e professionisti del turismo sono stati di fatto penalizzati dalla precedente edizione dell’Esame Nazionale Guide Turistiche — conclusasi dopo oltre un anno con appena circa 200 abilitati — il Ministero del Turismo compie oggi un nuovo grave atto ai danni dell’intero comparto.

Il Comitato Nazionale Guide Future denuncia con forza la pubblicazione il 20 maggio della data della prova scritta fissata per il 5 giugno insieme a un programma d’esame mastodontico che comprende centinaia di siti, musei e aree archeologiche distribuiti in tutta Italia.

“È una situazione non più accettabile – dichiara Francesca Pannuti, Presidente del Comitato Guide Future –. Comunicare una prova nazionale con appena pochi giorni di preavviso significa rendere di fatto impossibile una preparazione seria e una minima organizzazione logistica per migliaia di candidati.”

Il Comitato evidenzia come migliaia di professionisti del turismo e della cultura siano ora costretti non solo a preparare in pochissimi giorni un programma che richiederebbe mesi di studio, ma anche a organizzare trasferte verso sedi spesso lontane e difficilmente raggiungibili, nel pieno della stagione lavorativa.

Sono esasperata è a dir poco – scrive Carola, 29 anni – lavoro nel turismo e in questo momento sono sommersa, l’anno scorso è stato un esame con modalità scandalose, quest’anno non c’è tempo per provare a studiare, niente di niente. Sono laureata in Storia dell’Arte e lavoro nel turismo da anni, parlo alla perfezione inglese e spagnolo, sono una professionista del settore e non merito di essere trattata così.”

“Non stiamo parlando di improvvisati – prosegue Pannuti – ma di laureati, archeologi, storici dell’arte, professionisti che lavorano da anni nel settore e che meritano rispetto.”

Guide Future chiede l’annullamento della prova fissata per il 5 giugno e l’apertura immediata di un tavolo di lavoro con il Ministero del Turismo per costruire un esame finalmente serio, sostenibile, trasparente e coerente con la natura abilitante della professione.

“Dopo il disastro della precedente edizione si è superato ogni limite di buon senso. Continueremo a denunciare pubblicamente la gravità di questa situazione e a batterci in ogni sede istituzionale e democratica.”

 

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