Omicidio di Saman Abbas, definitive le condanne per i familiari: ergastolo per genitori e cugini

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AgenPress. Si chiude con le condanne definitive uno dei casi di cronaca più drammatici degli ultimi anni in Italia. La Corte di Cassazione ha reso irrevocabili le pene inflitte ai familiari di Saman Abbas, la giovane pachistana di 18 anni uccisa nella primavera del 2021 a Novellara, in provincia di Reggio Emilia, dopo essersi opposta a un matrimonio forzato.

Diventano definitive le condanne all’ergastolo per i genitori della ragazza, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, ritenuti tra i principali responsabili dell’omicidio. Confermato anche il carcere a vita per i cugini Ijaz Ikram e Noman Ul Haq, mentre è definitiva la condanna a 22 anni di reclusione per lo zio Danish Hasnain, accusato di aver avuto un ruolo determinante nell’esecuzione del delitto.

La vicenda di Saman Abbas ha profondamente scosso l’opinione pubblica italiana. La giovane era scomparsa il 30 aprile 2021 dopo aver rifiutato un matrimonio combinato con un cugino residente in Pakistan. Le indagini hanno portato gli investigatori a ricostruire un omicidio maturato all’interno del nucleo familiare, motivato dal rifiuto della ragazza di sottostare alle imposizioni della famiglia. Il corpo di Saman è stato ritrovato nel novembre 2022, sepolto nei pressi dell’abitazione di famiglia a Novellara.

L’iter giudiziario è stato lungo e complesso. In primo grado erano stati condannati all’ergastolo i genitori, mentre lo zio aveva ricevuto una pena di 14 anni e i due cugini erano stati assolti. La Corte d’Assise d’Appello aveva poi ribaltato parzialmente il verdetto, condannando anche i cugini all’ergastolo e aumentando a 22 anni la pena dello zio. Con la decisione della Cassazione, le condanne sono ora definitive e pongono la parola fine al procedimento giudiziario.

Il caso di Saman Abbas è diventato un simbolo della lotta contro i matrimoni forzati e la violenza esercitata in nome dell’onore familiare. La sentenza definitiva rappresenta un punto fermo sul piano giudiziario e riafferma il principio della tutela della libertà personale e dell’autodeterminazione, valori fondamentali garantiti dall’ordinamento italiano.

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