AgenPress. L’annuncio del presidente americano Donald Trump di una vera e propria «guerra economica» contro l’Iran apre un nuovo fronte di preoccupazione per i consumatori italiani. Alle tensioni nell’area del Golfo si aggiunge ora una escalation economica e commerciale, con ripercussioni sui mercati internazionali e, a cascata, sui prezzi pagati dalle famiglie.
Lo afferma il Codacons, commentando le parole di Trump, che ha annunciato un isolamento economico senza precedenti dell’Iran e pesanti conseguenze anche per i Paesi e i soggetti che continueranno a sostenere Teheran.
«Il pericolo, assolutamente tangibile, è che la guerra economica finisca per essere pagata anche dai cittadini italiani – afferma il Codacons. In una situazione già estremamente delicata sul fronte energetico, una nuova instabilità può tradursi in aumenti per carburanti ed energia e, attraverso trasporti e logistica, trasferirsi sui prezzi di beni e servizi».
Particolarmente delicato resta il nodo dello Stretto di Hormuz, arteria strategica per gli approvvigionamenti energetici mondiali. Nuove difficoltà nei traffici energetici potrebbero esercitare ulteriori pressioni sulle quotazioni del petrolio e sui costi del trasporto, con conseguenze dirette anche per l’Italia.
Uno scenario che rende ancora più concreto il rischio di rialzi alla pompa e, in caso di ulteriore deterioramento della crisi, di vedere il gasolio avvicinarsi alla soglia dei 3 euro al litro.
«Il governo non può attendere che gli effetti della crisi arrivino nelle tasche degli italiani – conclude il Codacons. Serve un piano per proteggere famiglie e consumatori da una nuova ondata di rincari, soprattutto sul fronte di carburanti ed energia. Occorre inoltre garantire la piena disponibilità delle scorte petrolifere strategiche nazionali e prepararsi a un loro eventuale utilizzo in caso di problemi negli approvvigionamenti. Un aumento dei costi energetici rischierebbe infatti di propagarsi all’intera economia, colpendo consumi e potere d’acquisto delle famiglie».
