I dati della Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze mostrano un aumento del 7,8% dei decessi per overdose rispetto al 2024. L’Associazione Luca Coscioni rilancia l’allarme e chiede al Governo di rafforzare le politiche di riduzione del danno.
AgenPress. In Italia nel 2025 sono state registrate 249 morti per overdose, 18 in più rispetto all’anno precedente. Un aumento del 7,8% che riporta al centro dell’attenzione il fenomeno delle morti per intossicazione acuta da sostanze stupefacenti.
Il dato emerge dall’ultima Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze, elaborata sulla base delle informazioni relative al 2025. Il rapporto evidenzia anche un cambiamento significativo nel quadro delle sostanze coinvolte: per la prima volta la cocaina supera l’eroina tra quelle maggiormente associate ai decessi.
La fotografia arriva alla vigilia della Giornata internazionale di sensibilizzazione sulle overdose, che si celebra il 31 agosto. In questa occasione l’Associazione Luca Coscioni torna a chiedere al Governo un rafforzamento delle politiche di prevenzione e, soprattutto, delle misure di riduzione del danno.
Il sorpasso della cocaina sull’eroina rappresenta uno degli elementi più rilevanti dei nuovi dati. Secondo la Relazione, la cocaina si conferma infatti una sostanza con un forte impatto sanitario e sociale e rappresenta circa il 35% dei decessi droga-correlati.
Non significa che l’eroina abbia smesso di rappresentare un grave rischio, né che il fenomeno delle overdose sia riconducibile a una sola sostanza. Il dato segnala piuttosto l’evoluzione di un fenomeno che richiede strumenti di prevenzione capaci di tenere conto dei cambiamenti nei consumi e nella composizione del mercato delle sostanze.
La distribuzione dei decessi mostra inoltre differenze territoriali significative: nel 2025 la quota maggiore è stata registrata nel Nord, con il 41,56%, seguito dal Centro con il 33,77% e dal Sud e dalle Isole con il 24,68%. I tassi di mortalità più elevati riguardano le persone oltre i 25 anni, con il valore massimo nella fascia dei 40enni.
Il passaggio da 231 decessi nel 2024 a 249 nel 2025 rappresenta un incremento di 18 vittime in un solo anno. Pur trattandosi di numeri molto inferiori a quelli registrati nei decenni passati, l’aumento più recente richiama l’attenzione sulla necessità di non abbassare la guardia.
Va inoltre precisato che il dato della Relazione riguarda i decessi per intossicazione acuta da sostanze stupefacenti rilevati dalle forze di polizia su base indiziaria. Non coincide necessariamente con l’insieme più ampio delle morti nelle quali una sostanza può avere avuto un ruolo diretto o indiretto.
A rilanciare i numeri in occasione del 31 agosto è l’Associazione Luca Coscioni, che chiede al Governo di investire maggiormente nella riduzione del danno.
Tra gli strumenti indicati dall’associazione c’è il Naloxone, farmaco in grado di contrastare e invertire gli effetti acuti di un’overdose da oppioidi. Secondo l’associazione, la disponibilità di operatori e strumenti di emergenza non è uniforme sul territorio nazionale.
La richiesta riguarda anche un insieme più ampio di interventi: informazione sui rischi, prevenzione, programmi di trattamento, distribuzione di siringhe sterili e, più in generale, servizi capaci di entrare in contatto con le persone che fanno uso di sostanze prima che si verifichi un’emergenza.
L’associazione richiama inoltre esperienze internazionali e strumenti di riduzione del danno già sperimentati in altri Paesi, sostenendo la necessità di valutare le politiche sulla base delle evidenze scientifiche e dei risultati ottenuti.
La questione non riguarda soltanto il contrasto alla diffusione delle sostanze, ma anche la capacità del sistema sanitario di ridurre le conseguenze più gravi del consumo.
L’obiettivo della riduzione del danno è intervenire anche quando una persona non ha interrotto il consumo, mettendo a disposizione informazioni, strumenti e servizi che possano ridurre il rischio di morte, infezioni e altre conseguenze sanitarie.
Per l’Associazione Luca Coscioni, queste misure non dovrebbero essere considerate alternative alla prevenzione o ai percorsi terapeutici, ma parte di una strategia più ampia. L’associazione lamenta tuttavia un finanziamento insufficiente e chiede che il tema venga affrontato in modo strutturale nelle politiche nazionali sulle dipendenze.
Al di là delle percentuali e del cambiamento nelle sostanze maggiormente coinvolte, il numero più significativo resta quello delle 249 persone morte nel 2025 per intossicazione acuta da sostanze stupefacenti.
La Giornata internazionale di sensibilizzazione sulle overdose diventa così l’occasione per riportare il tema al centro del dibattito pubblico. L’aumento dei decessi e il sorpasso della cocaina sull’eroina indicano un fenomeno in trasformazione, mentre la richiesta dell’Associazione Luca Coscioni apre nuovamente il confronto sulle politiche di riduzione del danno.
La sfida, ora, è trasformare i dati della Relazione in interventi concreti: più prevenzione, maggiore accesso agli strumenti salvavita e servizi omogenei sul territorio, senza lasciare che l’emergenza delle overdose rimanga confinata alle statistiche.
