Cosa accade in Italia tra maggioranza e opposizione? Cosa è la democrazia? Il rovesciamento del voto polare?

- Advertisement -
- Advertisement -

AgenPress. A riflettere su ciò che è accaduto nel Senato della Repubblica mi viene spontanea una domanda.  Cosa è la democrazia? È quello che fa l’opposizione o è ciò che decide liberamente, con il voto, la maggioranza? La domanda non è retorica. È ontologica. Perché si sta rovesciando il concetto stesso di democrazia. Si sta capovolgendo il suo fondamento greco, il suo fondamento romano, il suo fondamento popolare.

Quello che è accaduto al Senato della Repubblica vorrebbe dimostrare proprio questo rovesciamento. Ciò che viene votato a maggioranza, secondo una certa narrazione, non sarebbe democrazia. Invece ciò che propone la minoranza-opposizione e non viene accettato dall’Aula, quello sì sarebbe coerenza. Anzi, di più: sarebbe l’unico atto autenticamente democratico. È una falsificazione logica. È una mistificazione politica. Ma si può sapere, una volta per tutte, chi governa? Governa la maggioranza che è stata eletta dai cittadini con voto popolare, libero, democratico, o governano quelli che il popolo italiano, con lo stesso voto libero e democratico, ha mandato all’opposizione?

Credo che sia un fatto finalmente da chiarire, senza ipocrisie. È evidente che la minoranza fa fatica ad accettare il voto popolare. Fa fatica ad accettare la sconfitta. Ma in democrazia bisogna prenderne atto. Altrimenti la confusione è totale. Altrimenti si spezza il patto. Altrimenti non c’è più Stato, c’è solo rancore travestito da moralismo. Non solo.

È infatti un atto di irresponsabilità completa. Perché chi non rispetta la maggioranza eletta, non rispetta il popolo che l’ha eletta. E chi non rispetta il popolo non è democratico, anche se si riempie la bocca della parola democrazia. Comunque la sinistra ha sempre avuto questo atteggiamento. Una costante storica. Ciò che fa lei è ben fatto, per definizione. Ciò che fa l’avversario è sospetto, per definizione. Figuriamoci poi se a farlo è la destra con un voto limpido e democratico: allora è subito “fascismo”.

Ma cosa è il fascismo? Usiamo le parole come clava senza conoscerne l’etimologia, la storia, il peso tragico. Smettiamola con questa farsa che porta diritto all’ignoranza. Ed è come se alle spalle di una certa sinistra non ci fosse mai stato un passato comunista, marxista, leninista. Un passato che non è mai stato abiurato fino in fondo, ma solo camuffato. La lezione di Lenin è ancora forte, ancora operante, ancora matrice. Dice Lenin: “Finché esiste lo Stato non vi è libertà. Quando vi sarà libertà, non vi sarà più lo Stato”. È proprio questo il punto nevralgico. Non riconoscono lo Stato democratico quando è retto da un Governo che non è il loro. Oggi da un Governo presieduto da Giorgia Meloni. Non riconoscono lo Stato perché il loro modello leninista non prevede lo Stato come istituzione imparziale, ma come strumento di parte. L’arroganza è stata sempre la complicanza, la malattia infantile e senile, del comunismo.

Dirò di più. Sempre con il loro Lenin: “La democrazia è una forma di Stato, una delle sue varianti. E di conseguenza, come ogni Stato, essa è l’applicazione organizzata, sistematica, della costrizione contro le persone”. Ecco svelato l’arcano. Per quella scuola, la democrazia non è libertà, è costrizione. Non è governo dei molti, è variante della costrizione. Con questa idea in testa, come possono accettare il voto?

Cosa è accaduto? Cosa accade ogni giorno nelle Aule? Accade che si propone una visione sistematica di questa condizione rovesciata. Ancora oggi certe sinistre sono assolutamente antidemocratiche nel metodo, pur essendo democratiche nel vocabolario. Si servono della parola democrazia senza mai averla compresa fino in fondo. Non ne conoscono la vera valenza greca, che è filosofica prima che elettorale. Pericle tramandato da Tucidide ha insegnato per sempre, con frase incisa nel marmo della civiltà: “…Il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia”. Un concetto rapido, tagliente, definitivo. Favorisce i molti, non i pochi. Per questo è democrazia. Non favorisce chi grida di più, chi occupa i giornali, chi ha le lobby culturali. Favorisce i molti che hanno votato.

Ma le opposizioni questo non lo conoscono. O fanno finta di non conoscerlo. Chi governa, dunque? Una maggioranza eletta dal popolo sovrano o una minoranza che si auto elegge a coscienza morale del Paese?

Bisogna prenderne atto, con serenità e con fermezza. Ritorno a Pericle, perché i Greci sono sempre più avanti di noi: “… Lo Stato… amministrato non nell’interesse di pochi ma dei molti, è chiamato democrazia”. Categorico. Senza appello. Per ciò che mi riguarda, io sono distante da una certa idea di democrazia come democrazia di popolo sovrano inteso come categoria ideologica, che per formazione non mi appartiene. La mia idea di democrazia è altra: è tradizione, è comunità, è responsabilità.

Una lezione di stile non istituzionale soltanto, ma filosofica, alta, greca, ci vorrebbe. Una lezione che ricordi a tutti che la democrazia non è il capriccio della minoranza che non accetta di aver perso, ma è l’obbedienza della minoranza al voto dei molti, in attesa di diventare, se il popolo lo vorrà, maggioranza a sua volta. Quando governerà, ammesso che il popolo sovrano li voti, vedremo un pò come applicheranno la democrazia.

di Pierfranco Bruni

- Advertisement -

Potrebbe Interessarti

- Advertisement -

Ultime Notizie

- Advertisement -