AgenPress. “È una legge elettorale che nasce dalla paura di Meloni di non vincere. Cinque anni fa ha vinto non perché avesse una maggioranza, ma perché le opposizioni erano divise addirittura in tre. Si è costruita una legge su misura e, solitamente, chi si costruisce una legge su misura poi perde”.
“Il tema delle preferenze è un finto trofeo, perché alla fine i nominati restano in parte nettamente maggioritaria. Non si vince e non si perde per una legge elettorale, ma convincendo gli italiani. Oggi il centrosinistra deve dimostrare che un Paese fermo sui salari e senza crescita economica e industriale può diventare più giusto e più sviluppato, tenendo insieme sviluppo industriale, salari e sfida climatica”.
“La destra non ha risolto il problema della sicurezza. Sì a immigrazione ma regolare”.
“La destra non ha risolto il problema della sicurezza: continuiamo ad avere fatti di cronaca che riguardano persone rilasciate il giorno prima. Chi commette un reato deve essere punito, senza nessuna attenuante, indipendentemente dalla sua provenienza”.
“Abbiamo bisogno di immigrati, ma devono essere regolari, non irregolari. Sull’immigrazione, le uniche soluzioni efficaci sono gli accordi con gli altri Paesi e una politica estera solida. La politica, e non le prove muscolari sui confini, è ciò che ci serve oggi”.
“Nel programma del campo largo ci deve essere il sostegno all’Ucraina”.
“Nel programma del centrosinistra e del campo largo ci sarà e ci dovrà essere il sostegno all’Ucraina. La pace va cercata in ogni modo, ma finché non tacciono le armi bisogna sostenere il coraggio degli ucraini”.
“Ho sempre sostenuto l’Ucraina, che è stata invasa dalla Russia. È un confine europeo e non possiamo pensare che, se la abbandoniamo al suo destino, non ci siano conseguenze per l’Unione europea. La pace c’è se si riesce a fare in modo che nessun Paese si senta libero di invaderne un altro: questo è un valore che va preservato e difeso”.
“Primarie non sono la soluzione, serve programma condiviso”.
“Le primarie non possono essere la soluzione: servono soprattutto un programma condiviso e condizioni di collaborazione, non di contrasto e conflitto”.
“Se si coinvolgono i cittadini nelle scelte se ne ha sempre un vantaggio, è un modo democratico per farlo. Non vedo quindi le primarie come un problema, ma è importante avere un programma condiviso. Spero che la coalizione possa allargarsi: continuo a non vedere tutte queste distanze con i centristi e mi auguro che si possa andare anche oltre il perimetro del campo largo”.
Lo ha dichiarato Pierfrancesco Maran, europarlamentare del PD, intervenendo oggi a “Corrente alternata” condotto da Francesco Borgonovo su Giornale Radio.
