Fatima Ezzahra El Mansouri prima donna a capo del governo del Marocco. “Segnale storico per il mondo arabo”

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AODI: «MENTRE IN ITALIA SI DISCUTE E SI STRUMENTALIZZA SUL VELO, SUL BURQA E SUL NIQAB, IL MONDO ARABO RISPONDE CON I FATTI. LA LEADERSHIP FEMMINILE AVANZA. CI AUGURIAMO CHE TUTTI I PAESI ARABI PROSEGUANO SULLA STRADA DELLO SVILUPPO, DEI DIRITTI E DELLA PARTECIPAZIONE DELLE DONNE»


AgenPress.  Per la prima volta nella sua storia il Marocco affida la guida del Governo a una donna. Fatima Ezzahra El Mansouri, 50 anni, avvocato, sindaco di Marrakech e ministro della Pianificazione Territoriale, Urbanistica, Abitazioni e Politica della Città dal 2021 al 2026, è stata nominata il 29 settembre da Re Mohammed VI Capo del Governo e incaricata di formare il nuovo esecutivo, ai sensi dell’articolo 47 della Costituzione, dopo le elezioni legislative del 23 settembre che hanno visto il Partito Autenticità e Modernità (PAM) affermarsi come prima forza politica con 97 seggi su 395. El Mansouri diventa così anche la seconda donna nella storia del mondo arabo a guidare un governo, dopo Najla Bouden in Tunisia.

Una nomina che assume un valore politico e sociale particolarmente significativo non soltanto per il Marocco, ma nel più ampio scenario arabo e mediterraneo. Il percorso che conduce a questo passaggio si inserisce infatti in una progressiva evoluzione della società e delle istituzioni marocchine, dalla riforma della Moudawana del 2004 alla Costituzione del 2011, che ha sancito il principio dell’uguaglianza tra donne e uomini in materia di diritti e libertà e indicato l’obiettivo della parità.

Su questo passaggio storico riflettono e intervengono AMSI (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, denominata anche Unione Professionisti della Sanità Internazionali), UMEM (Unione Medica Euromediterranea), CO-MAI (Comunità del Mondo Arabo in Italia), AISCNEWS (Agenzia Mondiale di Informazione Senza Confini), CISC NETWORK (Consorzio Informazione Senza Confini) e il Movimento Internazionale Uniti per Unire (UXU), insieme al Manifesto Internazionale Interculturale Unione per l’Italia, che esprimono le proprie congratulazioni al Regno del Marocco e a Sua Maestà Re Mohammed VI e sottolineano il significato della nomina per la leadership femminile, il dialogo interculturale e le nuove generazioni.

«IL MONDO ARABO UNITO NELL’INNOVAZIONE E NELLO SVILUPPO E NELLA DIFESA DEL RUOLO DELLE DONNE »
A intervenire è il Prof. Foad Aodi, medico ortopedico-fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCeO e docente dell’Università di Tor Vergata.
«È un segnale molto importante e una risposta concreta a quella rappresentazione della donna araba che troppo spesso in Occidente viene costruita attraverso generalizzazioni e stereotipi. Esistono 22 Paesi arabi, ciascuno con cultura, tradizioni, società e percorsi differenti, ma tutti uniti nell’innovazione, nello sviluppo e nella difesa dei diritti e ruolo delle donne», afferma Aodi.
«La nomina della prima donna alla guida del Governo marocchino rappresenta soprattutto un messaggio di speranza per le nuove generazioni. Dimostra che la partecipazione femminile alle istituzioni e ai massimi livelli decisionali può avanzare attraverso la maturazione della società e delle istituzioni. Le donne arabe sono protagoniste della politica, della sanità, dell’università, della cultura, dell’economia e della società civile, e questi progressi devono essere riconosciuti e raccontati».

AODI: «IN ITALIA SI DISCUTE DI VELI, IL MONDO ARABO RISPONDE CON I FATTI»
Aodi richiama quindi il dibattito sviluppatosi in Italia: «Mentre in Italia si continua a discutere, spesso confondendo realtà profondamente differenti come velo, burqa e niqab, e si rischia di strumentalizzare un fenomeno che va affrontato nella sua reale dimensione senza trasformarlo in una rappresentazione generalizzata del mondo arabo e musulmano, dal Marocco arriva un fatto concreto: per la prima volta una donna viene chiamata a guidare il Governo del Paese».
«Questa è una delle risposte concrete alle critiche che arrivano troppo spesso e ingiustamente dall’Occidente. Non significa affermare che tutti i problemi siano risolti o che il percorso sia concluso, ma riconoscere i passi avanti quando avvengono. Ci auguriamo che tutti i Paesi arabi continuino ad andare avanti nello sviluppo, nella partecipazione delle donne, nelle opportunità professionali e nella loro presenza nelle istituzioni e nei luoghi decisionali, rispondendo con i fatti agli stereotipi e alle generalizzazioni».
Per la rete associativa e i movimenti, la nomina rappresenta anche un’occasione per rilanciare il dialogo interculturale e superare letture fondate esclusivamente sulle contrapposizioni.
«Da anni sosteniamo le donne, la leadership femminile e un dialogo euro-mediterraneo fondato sulla conoscenza reciproca. Non servono guerre ideologiche tra Occidente e mondo arabo: servono confronto, conoscenza e fatti concreti. La nomina di Fatima Ezzahra El Mansouri è uno di questi e ci auguriamo che possa incoraggiare altre donne e soprattutto le ragazze delle nuove generazioni a partecipare sempre di più alla vita pubblica», conclude Aodi.

CHI È FATIMA EZZAHRA EL MANSOURI
Nata il 3 gennaio 1976 a Marrakech, Fatima Ezzahra El Mansouri è avvocato specializzata in diritto fondiario e immobiliare, iscritta all’Ordine degli avvocati di Marrakech dal 2005. Laureata in diritto privato all’Università Mohammed V di Rabat, ha conseguito un DEA in diritto dei contratti d’affari all’Università di Montpellier, in Francia, e un certificato in diritto anglosassone alla Pace University negli Stati Uniti.
Entrata in politica nel 2007 e tra i membri fondatori del PAM nel 2008, dal 2009 al 2015 è stata presidente del Consiglio comunale di Marrakech, tornando alla guida della città nel 2021. È stata parlamentare dal 2011 al 2016 e nuovamente dal 2016 al 2021. Dal 2021 al 2026 ha ricoperto l’incarico di ministro della Pianificazione Territoriale, Urbanistica, Abitazioni e Politica della Città e dal 2024 è coordinatrice della direzione collegiale del Partito Autenticità e Modernità (PAM).
Il 29 settembre 2026, dopo la vittoria del PAM alle legislative con 97 seggi su 395, Re Mohammed VI l’ha nominata Capo del Governo ai sensi dell’articolo 47 della Costituzione e le ha affidato il compito di formare il nuovo esecutivo. È la prima donna nella storia del Marocco a ricoprire l’incarico.

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