AgenPress. Tornano a crescere i casi di Covid-19 in diverse aree del mondo. Gli esperti parlano di un fenomeno globale di recrudescenza dell’epidemia, in un quadro che, tuttavia, non presenta al momento segnali di una maggiore aggressività del virus rispetto alle precedenti ondate.
A guidare la nuova fase di circolazione è la variante NB.1.8.1, oggi tra le più diffuse a livello internazionale. I dati disponibili non indicano però che questa variante provochi forme di malattia più severe rispetto ai ceppi precedentemente circolati.
L’aumento dei contagi viene osservato in diversi Paesi e si inserisce in un andamento epidemiologico caratterizzato da periodiche riprese della circolazione del virus. La maggiore diffusione può essere favorita anche dalla progressiva riduzione dell’immunità nel tempo, dovuta sia alla distanza dalle precedenti infezioni o vaccinazioni sia alla continua evoluzione del virus.
La NB.1.8.1 è una sottovariante di Omicron ed è stata individuata e monitorata dalle autorità sanitarie internazionali. La sua crescente presenza ha attirato l’attenzione degli organismi di sanità pubblica, che ne seguono la diffusione e le eventuali caratteristiche epidemiologiche.
Al momento, tuttavia, la maggiore capacità di diffusione non sembra tradursi in una maggiore gravità della malattia. Per la popolazione generale, quindi, l’incremento dei contagi non equivale automaticamente a un ritorno alle condizioni delle fasi più acute della pandemia.
La ripresa della circolazione del Covid conferma come il virus continui a rappresentare un elemento stabile del panorama delle infezioni respiratorie. L’attenzione resta concentrata soprattutto sulle persone più fragili e maggiormente esposte al rischio di complicazioni.
Gli esperti invitano quindi a osservare l’andamento dei ricoveri e delle forme gravi oltre al semplice numero dei contagi. È infatti il rapporto tra infezioni, ospedalizzazioni e decessi a fornire un’indicazione più significativa sull’impatto della nuova fase epidemica.
Il quadro resta dunque quello di una recrudescenza mondiale della circolazione del virus, ma senza evidenze, allo stato attuale, che la variante NB.1.8.1 sia più aggressiva delle precedenti.
