Una 63enne di Cassola avrebbe sottratto i tagliandi in una tabaccheria della zona per poi presentarsi in un’altra ricevitoria e tentare di riscuotere le vincite. Le telecamere e i codici seriali hanno permesso di ricostruire la vicenda
AgenPress. Un furto da circa 3 mila euro in Gratta e Vinci, seguito da un tentativo di incassare il bottino in un’altra ricevitoria della provincia di Vicenza. È la vicenda che vede coinvolta una donna di 63 anni, residente a Cassola, protagonista di un piano che si è rivelato decisamente poco fortunato.
Dopo aver sottratto i tagliandi in una tabaccheria della zona, la donna avrebbe pensato di poterli trasformare in denaro presentandosi in un’altra ricevitoria, non lontano dal luogo del furto. Qui avrebbe consegnato 21 Gratta e Vinci, chiedendo di riscuotere le relative vincite.
Gli accertamenti hanno permesso di mettere in relazione i tagliandi presentati all’incasso con quelli che erano stati appena sottratti. A giocare un ruolo fondamentale sono state le telecamere di videosorveglianza della tabaccheria dove era avvenuto il furto.
Le immagini hanno consentito di individuare la donna e ricostruire i suoi movimenti. Poi è arrivata la conferma attraverso un dettaglio impossibile da ignorare: i codici seriali presenti sui Gratta e Vinci coincidevano con quelli dei tagliandi rubati.
Un passo falso che avrebbe quindi vanificato il tentativo di far perdere le tracce del bottino. I 21 tagliandi, anziché trasformarsi in una vincita, sono diventati la prova che ha permesso di collegare la donna al furto.
Per la 63enne di Cassola, quello che avrebbe dovuto essere un pomeriggio all’insegna della fortuna si è trasformato così in una vicenda ben diversa. I Gratta e Vinci, questa volta, non hanno portato alcuna vincita.
