Delitto di Garlasco. I genitori di Chiara Poggi: “Per noi il colpevole è Alberto Stasi”

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Rita e Giuseppe Poggi a Verissimo tornano a parlare della figlia uccisa nel 2007. «La giustizia ci ha dato un colpevole, per noi è Stasi. Se ci sarà un altro colpevole, ne prenderemo atto». E chiedono soprattutto una cosa: che la storia possa finalmente finire.


AgenPress. «Dopo 19 anni Chiara ha il diritto di riposare in pace». È il messaggio affidato da Rita e Giuseppe Poggi alle telecamere di Verissimo, nel giorno in cui i genitori di Chiara hanno scelto di rompere il lungo silenzio sul delitto di Garlasco.

A quasi vent’anni dall’omicidio della figlia, i Poggi sono tornati davanti alle telecamere per raccontare il dolore di una famiglia che, nonostante il trascorrere del tempo, continua a essere coinvolta negli sviluppi giudiziari e mediatici del caso. L’intervista a Silvia Toffanin arriva dopo la chiusura delle nuove indagini della Procura di Pavia su Andrea Sempio.

La posizione dei genitori di Chiara rimane netta. «A noi la giustizia ha dato un colpevole, per noi è Stasi», hanno spiegato durante l’intervista.

Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione nel 2015 a 16 anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi. Per la famiglia della vittima, quella sentenza rappresenta ancora oggi il punto di riferimento sul quale si fonda la propria convinzione.

«Abbiamo fatto cinque processi, otto anni di processi, e sono lunghi», ha ricordato Giuseppe Poggi, sottolineando il peso di un percorso giudiziario che ha accompagnato la famiglia per anni.

I Poggi, tuttavia, non intendono sostituirsi alla magistratura. La loro posizione, spiegano, non cambierà se non davanti a una nuova decisione della giustizia.

«Se questa nuova indagine, questa Procura ci darà un nuovo colpevole, ne prendiamo atto», è il senso delle loro parole.

Il caso di Garlasco è tornato al centro dell’attenzione dopo la nuova inchiesta che ha coinvolto Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, Marco Poggi.

La Procura di Pavia ha recentemente chiuso le nuove indagini e lo scenario giudiziario potrebbe ora proseguire con la richiesta di rinvio a giudizio. Parallelamente, la difesa di Alberto Stasi lavora sulla possibilità di una revisione della condanna.

Si tratta di sviluppi che potrebbero modificare ulteriormente il quadro processuale, ma che, per la famiglia Poggi, non cancellano quanto stabilito dalla sentenza definitiva che ha condannato Stasi.

È proprio questo il punto che Rita e Giuseppe hanno voluto ribadire: sono stati disponibili a ogni nuovo accertamento e continueranno a esserlo, ma non vogliono che la memoria della figlia venga continuamente trascinata in un nuovo vortice di ipotesi, ricostruzioni e polemiche.

Dietro le questioni processuali rimane il dolore privato di due genitori che hanno perso una figlia di 26 anni.

Per loro, il desiderio più forte sembra essere ormai quello di poter ricordare Chiara senza che la sua morte torni continuamente al centro del dibattito pubblico.

La madre Rita, già in passato, aveva espresso la fatica di vivere sotto la pressione costante dell’attenzione mediatica, chiedendo semplicemente di poter avere un po’ di pace.

Oggi il messaggio della famiglia appare ancora più chiaro: se la giustizia arriverà a una conclusione diversa, i Poggi la accetteranno. Ma fino a quando non ci sarà una nuova sentenza, per loro il responsabile resta Alberto Stasi.

Non è una richiesta di chiudere le indagini né di impedire nuovi accertamenti. È, piuttosto, la richiesta di una famiglia che da 19 anni vive con una ferita mai rimarginata: lasciare che Chiara possa finalmente riposare in pace.

E mentre la vicenda giudiziaria continua il suo percorso, Rita e Giuseppe Poggi sembrano chiedere soprattutto una cosa: che, qualunque sarà la verità giudiziaria definitiva, questa storia possa finalmente avere una fine.

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