Una sequenza sismica nel Tirreno meridionale culmina in un evento di magnitudo tra 5.0 e 5.5. Gente in strada a Palermo, evacuate scuole e uffici giudiziari. Iniziale allerta maremoto poi rientrata
AgenPress. Attimi di grande paura in gran parte della Sicilia. Alle 12:19 una terza scossa di terremoto, nettamente più intensa e prolungata rispetto a quelle registrate nel corso della mattinata, ha fatto tremare l’intera isola, venendo avvertita distintamente da Palermo a Catania, passando per Messina, Trapani e l’arcipelago delle Isole Eolie.
Secondo i dati rilevati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’epicentro del sisma è stato localizzato in mare, nel Tirreno meridionale, a nord-ovest delle Eolie e non distante da Alicudi. La scossa ha raggiunto una magnitudo compresa tra 5.0 e 5.5 con ipocentro situato a una profondità ridotta.
Nel capoluogo siciliano, così come a Trapani e nei principali centri della costa tirrenica, la vibrazione è stata avvertita con forza anche ai piani bassi degli edifici. Migliaia di cittadini e turisti si sono riversati in strada in preda al panico.
A Palermo e Trapani sono stati subito attivati i protocolli di emergenza: evacuati diversi istituti scolastici, uffici pubblici e il Palazzo di Giustizia. I centralini dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile sono stati presi d’assalto dalle telefonate dei residenti in cerca di informazioni.
I sindaci dei comuni interessati e il Dipartimento della Protezione Civile della Regione Siciliana hanno avviato immediatamente i sopralluoghi tecnici. Dalle prime verifiche non si registrano danni di rilievo a persone o strutture nei grandi centri urbani, mentre nelle Eolie si segnalano piccoli distacchi di roccia e frane lungo alcuni costoni a Filicudi e Alicudi.
La scossa delle 12:19 rappresenta l’evento principale di uno sciame sismico ancora in corso nel Tirreno, preceduto nelle ore antecedenti da scosse minori (tra cui due eventi di magnitudo 3.6 e 4.3 registrati poco prima di mezzogiorno).
A seguito dell’evento sismico in mare, il Sistema Nazionale di Allerta Maremoti (SIAM) e la Protezione Civile avevano inizialmente diramato un’allerta maremoto di livello arancione per le fasce costiere esposte. L’allarme è tuttavia rientrato circa un’ora più tardi, dopo che i sensori di monitoraggio non hanno riscontrato variazioni anomale nel livello del mare.
Le autorità regionali e comunali continuano a monitorare costantemente la situazione in raccordo con le Prefetture per garantire la sicurezza della popolazione.
