AgenPress. A più di quarant’anni dalla fine del regime militare, la verità sulle vittime della repressione in Argentina continua faticosamente a riemergere dalla terra. La giustizia argentina e l’Équipe Argentina di Antropologia Forense hanno annunciato l’identificazione dei resti di otto persone scomparse durante la dittatura militare che ha insanguinato il Paese tra il 1976 e il 1983.
L’annuncio ufficiale è arrivato al termine di un complesso e scrupoloso lavoro di scavo e di analisi del DNA. I ricercatori e i periti forensi hanno recuperato centinaia di frammenti ossei mescolati appartenenti a diverse vittime, incrociando i profili genetici con la banca dati dei familiari delle persone scomparse.
I magistrati e gli esperti impegnati nelle indagini hanno confermato che le operazioni di scavo nell’area e l’analisi dei campioni biologici proseguiranno nelle prossime settimane, poiché non si esclude la presenza di ulteriori resti nello stesso sito.
Situato lungo la strada che collega Córdoba a Carlos Paz, il centro clandestino La Perla è stato uno dei principali simboli e snodi operativi del terrore di Stato nel centro del Paese, gestito dal Terzo Corpo d’Armata sotto il comando del generale Luciano Benjamín Menéndez. Si stima che all’interno della struttura siano passati e stati sottoposti a torture circa 3.000 prigionieri politici, la maggior parte dei quali non ne è mai uscita viva.
