Dopo la sconfitta elettorale, Flávio Bolsonaro lascia il Brasile nonostante l’ordine della magistratura. Ad attenderlo negli Stati Uniti il fratello Eduardo. Washington garantisce i visti alla famiglia, mentre si apre un nuovo fronte nei rapporti tra Brasilia e Casa Bianca.
AgenPress. Due giorni dopo la batosta elettorale, Flávio Bolsonaro ha lasciato il Brasile ed è arrivato negli Stati Uniti, sfidando le disposizioni della magistratura brasiliana. Con lui, secondo le ricostruzioni dei media, la moglie Fernanda e le figlie Luíza e Carolina. Una partenza che arriva nel momento più delicato della sua parabola politica, dopo la sconfitta alle presidenziali contro Luiz Inácio Lula da Silva.
La fuga oltreoceano, confermata da fonti vicine al senatore e da fonti statunitensi citate dalla stampa internazionale, assume un significato che va ben oltre una vicenda personale. Flávio Bolsonaro era stato raggiunto da un provvedimento del giudice della Corte Suprema Alexandre de Moraes, che gli imponeva di consegnare i passaporti e gli vietava di lasciare il Paese. Il mancato rispetto dell’ordine ha innescato una corsa contro il tempo delle autorità brasiliane, che hanno disposto la cancellazione dei documenti.
Ad accogliere Bolsonaro negli Stati Uniti c’è l’amministrazione Trump che non ha nascosto la propria disponibilità a garantirgli l’ingresso nel Paese. Il Dipartimento di Stato ha annunciato che saranno rilasciati visti a Flávio e ai suoi familiari. L’ipotesi di un asilo politico è stata riportata da alcune fonti giornalistiche, ma non va confusa con la concessione formale di uno status di protezione.
La vicenda riaccende inevitabilmente lo scontro tra Washington e Brasilia. Da una parte il governo di Lula, che rivendica il rispetto delle istituzioni e delle decisioni giudiziarie; dall’altra Donald Trump, alleato politico della famiglia Bolsonaro, che ha più volte denunciato quella che considera una persecuzione giudiziaria nei confronti dell’ex presidente Jair Bolsonaro e del suo entourage.
La disponibilità americana ad accogliere il senatore e la sua famiglia rischia così di trasformare una crisi giudiziaria interna in un caso diplomatico internazionale.
In Florida Flávio ritrova il fratello Eduardo, già trasferitosi negli Stati Uniti nel 2025. Anche lui è finito al centro di una controversia giudiziaria in Brasile ed è stato condannato dal Supremo Tribunale Federale a quattro anni e due mesi di reclusione per coazione nel corso di un procedimento giudiziario. Nel luglio 2026 ha ottenuto la residenza permanente negli Stati Uniti, la cosiddetta green card.
La presenza dei due fratelli sul suolo americano rappresenta un nuovo capitolo della storia politica della famiglia Bolsonaro, che da anni denuncia l’esistenza di una persecuzione da parte delle istituzioni brasiliane. Per i suoi oppositori, invece, il trasferimento negli Stati Uniti rischia di apparire come un tentativo di sottrarsi alle conseguenze delle vicende giudiziarie che coinvolgono il gruppo familiare.
La partenza di Flávio Bolsonaro arriva inoltre in una fase di profonda incertezza per la destra brasiliana. Dopo la sconfitta elettorale, il suo stesso partito ha riconosciuto la vittoria di Lula, segnando una frattura tra la strategia istituzionale del partito e la linea più radicale della famiglia Bolsonaro.
Sul senatore pesano anche indagini relative a presunti illeciti finanziari, tra cui ipotesi di riciclaggio e irregolarità legate a operazioni economiche. Si tratta di accuse ancora da accertare, che Bolsonaro respinge.
Con la sconfitta alle urne, la partenza per gli Stati Uniti e il progressivo venir meno delle protezioni politiche, il futuro del bolsonarismo si fa più incerto. La Florida potrebbe diventare il nuovo centro operativo della famiglia, ma resta da capire se la distanza dal Brasile sarà sufficiente a contenere le conseguenze politiche e giudiziarie della crisi.
