Carcere di Velletri: detenuti tentano di imporre le proprie regole. L’USPP: “Lo Stato non può arretrare di un solo passo”

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AgenPress. Ieri presso la Casa Circondariale di Velletri, circa trenta detenuti appartenenti ad una sezione detentiva hanno dato vita ad una grave protesta, rifiutandosi di fare rientro nelle proprie celle e determinando una situazione di elevata criticità sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza interna.

La situazione ha reso necessario l’intervento delle Unità Operative di Supporto locali e provenienti dagli istituti penitenziari limitrofi, equipaggiate con gli specifici dispositivi di sicurezza (“kit ninja”), che, operando con elevata professionalità e in piena sinergia con il personale di Polizia Penitenziaria in servizio presso l’Istituto, sono riuscite a riportare rapidamente la situazione sotto controllo, ristabilendo l’ordine senza che si verificassero scontri.

L’episodio assume contorni particolarmente allarmanti per le motivazioni che lo hanno determinato. I detenuti coinvolti pretendevano infatti, con atteggiamenti intimidatori e toni minacciosi, di decidere autonomamente l’assegnazione di un nuovo detenuto all’interno del proprio reparto, tentando di sostituirsi all’Amministrazione Penitenziaria nell’esercizio di prerogative che appartengono esclusivamente allo Stato.

«Si tratta di un episodio gravissimo e senza precedenti. È assolutamente inaccettabile che una parte della popolazione detenuta ritenga di poter imporre le proprie decisioni all’Amministrazione Penitenziaria. Un fatto del genere rappresenta un segnale estremamente preoccupante: significa che la criminalità tenta di affermare la propria autorità anche all’interno degli istituti penitenziari, cercando di sostituire le regole dello Stato con quelle imposte dalla sopraffazione.

Questo non può e non deve essere consentito», dichiara Giovanni Passaro Consigliere Nazionale U.S.P.P. per il Lazio.

L’U.S.P.P. esprime il più sentito ringraziamento a tutto il personale di Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale di Velletri e alle Unità Operative di Supporto intervenute, che ancora una volta hanno dimostrato straordinaria professionalità, sangue freddo, spirito di sacrificio e assoluta dedizione al servizio, riuscendo a gestire una situazione ad altissimo rischio senza ricorrere alla forza, riaffermando con i fatti che all’interno degli istituti penitenziari esiste una sola autorità legittimata ad esercitare il potere: lo Stato.

«Ancora una volta il personale del Corpo è chiamato a fronteggiare in prima linea situazioni di estrema tensione, operando in condizioni di grave sottorganico, con carichi di lavoro ormai insostenibili e con rischi sempre più elevati per la propria incolumità. È inaccettabile che il sistema continui a reggersi esclusivamente sul senso del dovere e sull’abnegazione degli operatori», prosegue Passaro.

L’U.S.P.P. richiama l’attenzione dell’Amministrazione Penitenziaria sulla situazione ormai critica della Casa Circondariale di Velletri. L’istituto ospita infatti  600 persone detenute a fronte di una capienza regolamentare di 411 posti, con un indice di sovraffollamento che compromette quotidianamente la gestione dell’ordine interno, l’organizzazione dei servizi e la sicurezza di personale e detenuti.

Ancora più preoccupante risulta la situazione dell’organico della Polizia Penitenziaria. A fronte di una dotazione prevista di 275 unità, risultano effettivamente operative soltanto 223 unità, con una scopertura pari al 18,91%. Una carenza ormai strutturale che costringe il personale a continui sacrifici, rende sempre più difficile garantire adeguati livelli di sicurezza e determina un costante ricorso a soluzioni emergenziali.

L’U.S.P.P. chiede un intervento immediato per rafforzare gli organici del carcere di Velletri e adottare misure concrete per contrastare il sovraffollamento, affinché episodi di tale gravità non diventino la normalità.

Lo Stato deve continuare ad essere presente, autorevole e fermo. Le regole degli istituti penitenziari sono stabilite dalla legge e dall’Amministrazione Penitenziaria: nessuno può pensare di sostituirsi ad esse o di imporre il proprio potere attraverso intimidazioni o azioni collettive.

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