Maxi operazione dei carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Cosenza, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Ventiquattro persone sono finite in carcere e 17 agli arresti domiciliari.
Tra i destinatari del provvedimento anche il sindaco Flavio Stasi
AgenPress. Un nuovo colpo alla criminalità organizzata nella Sibaritide. È scattata all’alba di mercoledì 28 ottobre una vasta operazione antimafia condotta dai carabinieri del Raggruppamento operativo speciale (Ros) e del Comando provinciale di Cosenza, che ha portato all’esecuzione di 41 misure cautelari.
Nel dettaglio, il provvedimento dispone la custodia cautelare in carcere per 24 persone e gli arresti domiciliari per altre 17. Tra queste ultime figura anche Flavio Stasi, sindaco di centrosinistra di Corigliano-Rossano, una delle principali città della provincia di Cosenza.
L’ordinanza è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.
L’inchiesta ipotizza, a vario titolo, una serie di reati che delineano un quadro investigativo particolarmente articolato. Tra le contestazioni figurano l’associazione di tipo mafioso, l’omicidio, la detenzione e il porto illegale di armi da fuoco, l’estorsione, la rapina e il furto.
Gli investigatori contestano inoltre ipotesi di intestazione fittizia di beni, procurata inosservanza di pena e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Per diversi reati viene ipotizzata l’aggravante del metodo mafioso o della finalità mafiosa.
Tra le contestazioni compare anche il cosiddetto patto elettorale politico-mafioso, un’ipotesi particolarmente delicata perché riguarda possibili rapporti tra ambienti criminali e politica.
Le accuse sono al momento ipotesi investigative contenute nell’ordinanza cautelare. La loro fondatezza dovrà essere verificata nel corso del procedimento giudiziario, nel rispetto della presunzione di innocenza degli indagati.
La presenza del sindaco Flavio Stasi tra i destinatari delle misure cautelari conferisce all’operazione una rilevante dimensione politica e istituzionale. Per il primo cittadino di Corigliano-Rossano sono stati disposti gli arresti domiciliari.
La vicenda investe direttamente l’amministrazione comunale e apre interrogativi sui possibili rapporti tra politica e criminalità organizzata nel territorio. Saranno gli atti dell’inchiesta a chiarire nel dettaglio la contestazione rivolta al sindaco e gli elementi che hanno portato il giudice a disporre la misura cautelare.
Tra i destinatari dei provvedimenti figura anche un consigliere comunale di opposizione, a conferma del coinvolgimento nell’indagine di persone appartenenti a diversi ambiti della vita pubblica locale.
L’operazione si concentra sul territorio della Sibaritide, area della Calabria ionica da tempo interessata dalla presenza di organizzazioni criminali e da indagini sui loro presunti interessi economici e sul controllo del territorio.
Tra le persone raggiunte dal provvedimento figura anche Damiano Pepe, indicato dagli investigatori come presunto esponente di vertice della criminalità organizzata locale. Il suo nome era già emerso nelle cronache dei giorni precedenti per un agguato avvenuto a Cassano allo Ionio, nel quale è rimasta uccisa la sua compagna, Silvana Sibarelli, mentre lui è rimasto ferito.
La misura cautelare nei confronti di Pepe si inserisce nel più ampio quadro investigativo ricostruito dalla Dda di Catanzaro, che comprende contestazioni relative ad associazione mafiosa e altri gravi delitti.
Il blitz rappresenta un passaggio significativo nell’attività di contrasto alla ‘ndrangheta nel Cosentino. Il numero delle persone coinvolte e la varietà delle accuse mostrano l’ampiezza del lavoro investigativo svolto dalle forze dell’ordine sotto il coordinamento della magistratura antimafia.
L’attenzione è ora rivolta agli sviluppi dell’inchiesta, agli eventuali interrogatori degli indagati e agli elementi che emergeranno dagli atti giudiziari.
A pesare maggiormente sul piano istituzionale è il coinvolgimento del sindaco di Corigliano-Rossano. Sarà il procedimento a stabilire le responsabilità individuali, distinguendo le ipotesi contestate dagli eventuali fatti che potranno essere provati in giudizio.
Per il territorio, intanto, l’operazione apre una fase delicata, nella quale il contrasto alle organizzazioni criminali si intreccia con la necessità di tutelare la trasparenza delle istituzioni e la fiducia dei cittadini.
