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Capri. Bus precipita per una ventina di metri. Muore l’autista, 28 i feriti. Ipotesi malore

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AgenPress  – Un minibus è uscito di strada precipitando per una ventina di metri nella zona di Marina Grande. L’autista è morto, 28 feriti i registrati al pronto soccorso dell’ospedale di Capri il bilancio dell’incidente verificatosi stamattina. Per la maggior parte si tratta di persone ferite in modo lieve, che non si trovavano sull’automezzo ma sono state investite da detriti provocati dalla caduta. Quelli in condizioni più gravi sono i passeggeri del minibus. Due dei feriti, tra cui un ragazzo, sono già stati trasferiti in elicottero a Napoli, rispettivamente nell’ospedale del Mare e al pediatrico Santobono. Altri due feriti sono attualmente assistiti in camera operatoria in attesa di trasferimento, altri stanno ricevendo cure e sono in fase di stabilizzazione emodinamica e assistenza respiratoria, sempre in attesa di trasferimento. Delle persone coinvolte nell’incidente quattro sono di nazionalità straniera, francese e libanese.

Mentre percorreva una salita ha urtato una ringhiera di protezione del marciapiede precipitando lungo una scarpata per una ventina di metri, finendo la sua corsa contro uno stabilimento balneare.

Tra le cause dell’incidente non si esclude che l’autista, morto sul colpo, abbia avuto un malore.

Emanuele Melillo, alla guida del minibus, avrebbe sterzato all’improvviso provocando la caduta nel vuoto del mezzo, finito su uno stabilimento balneare. A stabilire cosa sia accaduto all’autista sarà  l’autopsia, in programma nei prossimi giorni a Napoli.

Il minibus è rimasto incastrato tra la scogliera e una struttura metallica, su un tratto di spiaggia libera, nei pressi del porto commerciale, non lontano dallo stabilimento balneare “Le Ondine”. Molta paura ma nessun ferito tra coloro che si trovavano sull’arenile. I feriti più gravi sono quelli che stavano viaggiando a bordo dell’automezzo, gli altri sono invece stati investiti da detriti provocati dalla caduta.

Da Napoli sono partiti elicotteri della polizia e della guardia di finanza per trasferire medici sull’isola e riportare in città, all’ospedale del Mare, i casi gravi: tra questi c’è anche un ragazzo. Tra le persone coinvolte quattro sono di nazionalità straniera, francese e libanese.

Emanuele Melillo, aveva 33 anni e viveva a Napoli, nella zona del centro storico. Era separato, aveva un bimbo e una nuova compagna in dolce attesa. Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, la sterzata, improvvisa, che ha determinato il grave incidente, potrebbe essere riconducibile a un malore. Si tratta, al momento, di una mera ipotesi, sulla quale gli investigatori stanno indagando senza trascurare nessun’altra pista. La causa del decesso sarà accertata dall’esame autoptico.

Melillo era ausiliario della Croce Rossa Italiana e, precisamente, era iscritto nei ruoli dei sottufficiali dal 2011. I suoi compagni di lavoro lo descrivono come un ragazzo “molto solare, scherzoso, un giocherellone”. Emanuele tutti i giorni faceva il pendolare da Napoli per andare a lavorare sull’isola azzurra dove era impiegato all’Atc, l’azienda trasporti caprese, da diversi anni.

Tra i colleghi circola l’ipotesi che Emanuele abbia avuto un malore mentre era alla guida del mezzo e, che dunque, ne abbia perso il controllo anche perché nel tratto in cui si è verificato l’incidente la carreggiata è rettilinea. Rispetto alle condizioni del parco mezzi di Atc, il delegato sindacale sottolinea che “è un po’ vecchio. Qui ci sono ancora in circolazione mezzi Euro 0 per cui era stata fatta una deroga fino al 2020 ma camminano ancora, però la vettura dell’incidente era più recente: un Tractor di seconda generazione. Il parco mezzi è assolutamente da rimodernare”.

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