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Coronavirus e criminalità economica, l’allerta di Bankitalia

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di Luigi Donato Capo del Dipartimento Immobili e appalti Banca d’Italia


Agenpress. Nell’attuale difficile fase dell’emergenza sanitaria e sociale l’impatto sulle attività economiche è stato straordinariamente rilevante. Le regole e le prassi ordinarie sono state in larga misura bypassate dagli acquisti in via d’urgenza e dall’apertura di nuovi canali di produzione e commercializzazione diretta, dalla spesa per le famiglie alle grandi commesse di materiale sanitario. Le attività e, in genere, i contratti di forniture, servizi e lavori, ma anche le trattative tra privati e le gare pubbliche da bandire, hanno risentito fortemente della situazione generale e delle restrizioni disposte dal Governo, con la sola eccezione delle prestazioni a distanza o di servizi essenziali.

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Un segnale di allarme è scattato dalla notizia di una denuncia da parte della Consip in relazione alla procedura, di rilevantissimo ammontare, per la fornitura di dispositivi di protezione individuale e di apparecchiature elettromedicali; grazie alla collaborazione con Procura della Repubblica, Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane, è stato sventato un tentativo di truffa ed è stato disposto anche un arresto per turbativa d’asta e per inadempimento di contratti di pubbliche forniture.
Giusto, quindi, accendere i riflettori sui rischi di attività criminali per la fase in atto e, soprattutto, per la prossima fase di lenta ripresa delle attività.

Un’analisi puntuale di questi rischi, con le conseguenti indicazioni per fronteggiarli, è stata pubblicata in data 16 aprile dall’Unità di Informazione Finanziaria (UIF), costituita presso la Banca d’Italia, che si affianca ad una precedente raccomandazione della Vigilanza bancaria, sempre della  Banca d’Italia, del 10 aprile  in tema di misure di sostegno economico predisposte dal Governo.

I pericoli indicati dalla UIF spaziano dalle truffe, a fatti di corruzione, a manovre speculative anche a carattere internazionale; seguono i rischi di usura per famiglie e imprese colpite dalla crisi e di acquisizione di aziende da parte di organizzazioni criminali. Anche i cospicui interventi pubblici presentano profili di permeabilità a episodi di corruzione e appropriazione; ancora, il disorientamento delle relazioni sociali alimenta il pericolo di azioni illegali, anche on line, a danno della popolazione.
Le indicazioni della UIF sono dirette ai soggetti che fanno parte del sistema di prevenzione antiriciclaggio, e sono tenuti, in particolare, alle segnalazioni di operazioni sospette (banche, professionisti, operatori qualificati, pubbliche amministrazioni), ma le raccomandazioni sono, ovviamente, molto utili per tutti gli operatori economici.
Il primo punto riguarda direttamente la gestione dell’emergenza sanitaria e i rischi di truffe nel settore delle forniture attraverso l’offerta e la commercializzazione di prodotti non esistenti, contraffatti o fuori norma, specie in presenza di operatori senza una precedente esperienza nel settore. Quanto al grave pericolo del diffondersi di fatti di corruzione negli affidamenti per le forniture e i servizi per assistenza e ricerca l’indicazione dell’UIF è per la massima attenzione sui movimenti finanziari di persone politicamente esposte, ivi compresi gli amministratori pubblici, e sulle operazioni di ricezione di fondi pubblici. Ancora è richiesta attenzione alle raccolte di fondi a favore di organizzazioni no profit fittizie.

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Una conseguenza molto rischiosa del blocco delle attività, nel medio periodo, è che le difficoltà finanziaria favoriscano le infiltrazioni della criminalità nelle imprese legali, attraverso il riciclaggio, e il reclutamento di nuovi affiliati.

Altro concreto fronte di pericolo è nella possibilità del diffondersi di abusi nella fase di accesso al credito garantito dalle diverse forme di intervento pubblico e in quella di utilizzo delle risorse finanziarie destinate a soddisfare bisogni effettivi della popolazione. Le condotte fraudolente potrebbero realizzarsi attraverso l’alterazione o la falsificazione della documentazione necessaria ovvero in violazione delle norme che ne disciplinano l’erogazione.
Nella citata Raccomandazione della Vigilanza del 10 aprile si chiede alle banche di pubblicizzare adeguatamente le soluzioni adottate per fornire i servizi anche nella fase di emergenza e per agevolare l’accesso alle misure di sostegno previste dai decreti “Cura Italia” e “Liquidità”, dando piena disponibilità a fornire alla clientela le delucidazioni necessarie sugli strumenti varati dal Governo.

Al contempo è, però, anche sottolineata alle banche l’obbligo di verificare, sia in fase di concessione che di monitoraggio, che i finanziamenti alle imprese garantiti dallo Stato siano rivolti a sostenere i costi di funzionamento o a realizzare verificabili piani di ristrutturazione industriale e produttiva.
Con riguardo alle famiglie la Raccomandazione chiede alle banche di riaccreditare le rate in scadenza di prestiti o mutui per i quali sia stata presentata domanda   di   moratoria e di rimuovere qualsiasi onere a carico della clientela non compatibile con le previsioni normative emergenziali. Ancora si suggerisce di estendere su base volontaria tali iniziative anche ai soggetti in difficoltà non compresi in provvedimenti emanati.

La portata e il contenuto di questi alert e di queste raccomandazioni confermano gli specifici rischi di criminalità connessi all’emergenza COVID-19; secondo l’esperienza ormai consolidata nel nostro Paese un contrasto efficace, sia in termini di prevenzione che di repressione, dipende dalla capacità delle autorità, degli operatori e dei cittadini di collaborare tra di loro, elevando il livello di anticorpi nella società per combattere non solo il coronavirus ma anche la piaga della criminalità, sempre pronta ad approfittare di ogni occasione predatoria a danno dell’economia legale.

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