Dimissioni Mario Draghi: le riflessioni dei Presidenti di Regione

- Advertisement -
AgenPress. Nel tardo pomeriggio di ieri, il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, “in chiusura della riunione del Consiglio dei Ministri, ha comunicato la decisione di rassegnare le dimissioni proprie e del Governo nelle mani del Presidente della Repubblica”, ringraziando “i Ministri per il lavoro svolto e per i risultati conseguiti” e spiegando poi che “La maggioranza di unità nazionale che ha sostenuto questo governo dalla sua creazione non c’è più” e quindi “È venuto meno il patto di fiducia alla base dell’azione di governo”.
La decisione è stata comunicata in serata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha ricevuto al Palazzo del Quirinale il Presidente del Consiglio dei Ministri.
Il Capo dello Stato “non ha accolto le dimissioni e ha invitato il Presidente del Consiglio a presentarsi al Parlamento per rendere comunicazioni, affinché si effettui, nella sede propria, una valutazione della situazione che si è determinata a seguito degli esiti della seduta svoltasi oggi presso il Senato della Repubblica”.
La notizia – ripresa con grande evidenza anche dalla stampa estera – è stata commentata a tutti i livelli. Diverse le prese di posizione delle istituzione e dei rappresentanti politici. La situazione politica è stata oggetto di analisi anche da parte dei Presidenti delle Regioni.
Secondo il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano (interpellato a margine del panel sul ruolo delle music commission inserito nella tappa barese di Medimex) “Tutti gli italiani si augurano che Mario Draghi possa proseguire il suo lavoro e questo al di là dell’identità personale del presidente del consiglio che pure credo sia straordinaria e importantissima”. “Dal punto di vista del lavoro che stiamo facendo, abbiamo centinaia di partite in corso che verrebbero bloccate dall’interruzione dell’attività di governo – ha proseguito – Alcune di queste sono importantissime: penso a tutta la partita sulla decarbonizzazione di Taranto o il polo dell’idrogeno in Puglia. Penso a tutte le attività legate gli investimenti sanitari, agli ospedali che stiamo costruendo e che rischiano di arrestarsi perché tutte le nostre pratiche di integrazione dei finanziamenti si bloccherebbero laddove il governo dovesse interrompere la propria attività e fosse sostituito da un governo diciamo così, di mera amministrazione”. “Ho fatto degli esempi dei danni che una crisi di governo può determinare – ha continuato – motivo per il quale mi auguro che le camere respingano le dimissioni di Draghi e che possa proseguire l’attività di governo”.
Il Presidente della Liguria, Giovanni Toti, scrive su twitter:”Il gesto sconsiderato dei grillini non sia il velo dietro cui si nascondono altre pugnalate al Paese. Le forze politiche si esprimano chiaramente, senza sofismi e contorsioni che pagano gli italiani. Serve un Draghi bis senza i Cinque Stelle, che faccia le riforme che servono e guidino il Paese in questo momento di guerra e di crisi. Dalle posizioni responsabili di oggi dipenderanno anche gli schieramenti futuri. Io ne vedo solo due: il fronte della responsabilita’ e del buonsenso contro l’irresponsabilita’ e gli interessi di parte o di poltrona”.
Sempre sui canali social è intervenuto il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini: “L’Italia non può permettersi una crisi al buio. Ne’ lo merita, ancora dentro una pandemia, nel pieno di una crisi energetica, con una guerra in corso Europa. La pace da ritrovare e i segnali di ripresa da consolidare, in primo luogo per il lavoro. Affossare il Governo in nome del sostegno ai redditi delle famiglie o della lotta alla povertà è una contraddizione in termini”. ni. “Le ragioni politiche di ciascuno sono legittime nella misura in cui rafforzano la capacità di rispondere concretamente ai bisogni dei cittadini e delle imprese, non certo se privano il Paese del Governo. Bisogna che ciascuno ritrovi subito il senso del limite e si scongiuri questa crisi. Ne abbiamo già abbastanza per crearne di nuove. Tutte le forze politiche che hanno sostenuto sin qui il Governo chiedano a Mario Draghi di restare e antepongano l’interesse degli italiani a quelli di parte” conclude Bonaccini.
“Da questa confusione – sottolinea il presidente del Veneto, Luca Zaia commentando da Vicenza quando accaduto ieri con le dimissioni del premier Draghi.- se ne esce con la serietà che mi sembra sia sparita visto che ci sono delle priorità e la politica deve darsele queste priorità. Una di queste fondamentale è di pensare ai cittadini che soffrono e che non ce la fanno a sbarcare il lunario”.”A livello nazionale è un momento complicato visto e considerato che la stabilità è fondamentale in qualsiasi paese” prosegue Zaia che rispetto all’ipotesi di Draghi bis, ha risposto che “Lo deciderà il presidente del Consiglio, mi sembra di avere capito che l’ha messa giù dura, giustamente. Noi come Lega abbiamo dato la fiducia a un provvedimento non irrilevante, 15 miliardi di euro di aiuti a famiglie e imprese, c’è chi non ha votato questa fiducia come i 5 Stelle che sono i materiali responsabili di quello che sta succedendo””, ha aggiunto. “C’è una forte preoccupazione dato che anche noi come Veneto abbiamo molte partite in piedi e rischiamo di arenarci in virtù di questa scelta dei 5 Stelle di mettere in difficoltà il governo Draghi”, e peraltro “Draghi risulta al 18esimo posto nella classifica di Forbes come tra le persone più influenti a livello internazionale, piaccio o non piaccia ha dato un risalto al nostro paese che prima non aveva”.
Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti (sentito a margine durante del convegno “Istituzioni, banche e imprese tra sostenibilità e Pnrr. L’alleanza necessaria per le sfide del futuro”, a Palazzo Altieri a Roma) ha detto che la notizia delle dimissioni di Draghi “é un dispiacere. Di fronte a problemi enormi, guai a tentennare: con il sindaco e gli amministratori dobbiamo fare di tutto per proteggere la nostra comunità” dagli effetti di “queste turbolenze. Ora ognuno faccia la sua parte, noi amministratori dobbiamo fare in modo che i progetti vadano avanti”.
“Catapultare il Paese in una crisi di governo dagli esiti quanto mai incerti, solo per un presunto tornaconto elettorale, è un atteggiamento sconsiderato e miope. Il Movimento 5stelle si sta assumendo una grave responsabilità di fronte agli italiani. Il presidente Draghi stava lavorando bene, guidando una maggioranza ampia ma complessa, nata per tirar fuori l’Italia dalle emergenze. E di emergenze il Paese ne deve superare ancora molte. Dagli effetti negativi della guerra in Ucraina all’inflazione galoppante, dai numeri nuovamente crescenti della pandemia all’attuazione del Pnrr, solo per citarne alcune”. Così il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto.  “Mi auguro, da governatore di una Regione del Sud che sta provando a ripartire, anche grazie alla positiva collaborazione con l’esecutivo nazionale, che il presidente del Consiglio possa andare avanti. Saranno Draghi e il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella – afferma Occhiuto – ad indicare le tappe della crisi. Forza Italia, come affermato dal presidente Berlusconi, è disponibile a confermare il suo sostegno al premier, ma il centrodestra è pronto anche alle urne anticipate nel caso in cui la situazione dovesse precipitare. In tal caso – conclude – i
cittadini avranno ben chiaro a chi ascrivere mesi di instabilità e di incertezza”.
“Giustamente bisogna sempre essere preoccupati delle situazioni che non possono risolversi. Speriamo che si trovi una soluzione”, ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana (a margine della firma del contratto tra la Federazione Astronautica Internazionale, Iaf, e l’Associazione Italiana di Aeronautica e Astronautica, Aidaa, per la 75esima edizione dell’International Astronautical Congress) commentando la crisi di governo. “Vediamo quello che succederà – ha aggiunto – e ascoltiamo settimana ventura quello che dirà il presidente Draghi”. A chi  li chiedeva, nel caso in cui la situazione non rientrasse, se si debba andare ad elezioni anticipate, ha risposto: “Vedremo”.
“Draghi deve restare a condizione che ci sia una compagine con un’agenda di assoluta chiarezza di quello che dobbiamo fare
da oggi a marzo. E che ci siano compagni di viaggio affidabili, quello che ha fatto il Movimento 5 Stelle dimostra totale inaffidabilità”. Così il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio (a margine della presentazione del cantiere di un complesso di edilizia popolare a Torino). Con la crisi di governo “ci sono già danni reali, – prosegue Cirio – sono stati bruciati più 10 miliardi di euro dei cittadini italiani, immaginare che questo è figlio di una scelta assurda da parte del Movimento 5 stelle è qualcosa di inaccettabile, mettere in discussione il governo in questo momento storico, con tutto ciò che abbiamo impostato di lavoro comune. è scelta da irresponsabili. Mi auguro che i prossimi giorni possano portare una maggiore serenità e, soprattutto, una prospettiva. Certo, – conclude Cirio – con questo M5s sarà difficile condividere qualsiasi tipo di scelta, ha messo in crisi il Paese per il termovalorizzatore di Roma,  dimenticandosi che c’è tutto un Paese che oggi rischia davvero tanto da questa scelta assurda”.
“Sicuramente la ingiustificabile crisi di  Governo, determinata sostanzialmente dal M5s provocherà dei  rallentamenti per i progetti del Pnrr, uno stato di disagio e di  maggiore debolezza, vediamo cosa accade se mercoledì si determinano  le condizioni affinché Draghi possa andare avanti, nel caso si  tratta solo di 5 giorni e i danni saranno limitati, altrimenti  saranno forti”. Così il presidente della Regione Toscana, Eugenio  Giani, a margine di una conferenza stampa in Giunta. “Anche perché –  sottolinea Giani – siamo in una fase in cui ho presentato i bandi che  coinvolgono 29 progetti dei Comuni toscani, abbiamo ora realizzato la  classifica dei 31 milioni di euro messi nello sport con i contributi  per la manutenzione degli impianti, insomma ogni giorno stiamo  tirando fuori dalla nostra macchina operativa nuovi progetti e linee  di finanziamento, non avere un Governo stabile sarebbe sicuramente un  elemento di rallentamento”.
Per Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, la crisi di governo è “sconcertante, non si erano viste cose del genere nemmeno nella prima Repubblica”. Nella sua diretta Facebook del venerdì De Luca punta l’indice contro il M5s: “Decidono di non votare la fiducia ma mantenendo i ministri. Che tristezza. Si erano presentati come forza di rinnovamento generale, stiamo assistendo invece a episodi di incoerenza e irresponsabilità”. “Non credo – aggiunge – si tratti del termovalorizzatore, che rispetto alle emergenze sul tappeto mi pare problema di scarso rilievo, più un pretesto che una motivazione reale. Pensiamo alle ricadute anche internazionali, l’immagine dell’Italia che arriva nel mondo, gli investitori esteri che si sposteranno in altri Paesi”. Secondo De Luca andare a votare è “elemento fisiologico”, il problema è “il  contesto di confusione, di mancata chiarezza e mancanza di prospettiva”.
- Advertisement -

Altre News

Articoli Correlati