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Fase 2. Parla un parrucchiere. Lo Stato ci ha dato 3 opzioni: indebitarci, fare la fame o suicidarci

Agenpress – “Ho chiuso l’attività a Napoli e tuttora vivo sotto scorta, dopo 5 anni dalla mia denuncia.  Ho ricominciato l’attività a Sorrento. Non credevo che dovessimo aspettare giugno per la riapertura. A noi parrucchieri lo Stato ha dato 3 opzioni: indebitarci, fare la fame o suicidarci. Stare 3-4 mesi chiusi significa poi riaprire un negozio con i debiti. Noi ci siamo già attrezzati per riaprire”.

Così ai microfoni di Radio Cusano  Salvatore Castelluccio, parrucchiere napoletano che denunciò le estorsioni della Camorra. 

“Non capisco che non riaprano i parrucchieri e circolino i mezzi pubblici con decine di persone, poi ci sono tutti i negozi di alimentari, i fruttivendoli dove ci sono le file e non si rispettano le distanze di sicurezza e non ci sono le mascherine. Io per 3 mesi d’affitto dovrei pagare 4mila euro e lo Stato ci manda per marzo 600 euro.

Loro spendono tutti questi soldi, hanno preso questo scienziato Colao che fa le regole, ma secondo me non va bene perché ci vuole un addetto del settore. Uno come Colao che ne sa dei parrucchieri, dei salumieri? Il problema è che Conte non è un imprenditore, ragiona in un altro modo, secondo me deve tornare a fare l’avvocato. Noi parrucchieri ci stiamo organizzando per fare una rivolta perché non si può andare avanti così. Avevo fatto la richiesta per i 25mila euro, l’ho fatta bloccare dal commercialista perché se io faccio questo prestito non so se lo posso pagare o meno e magari mi ritrovo pure come cattivo pagatore”.

 

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