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Mezzogiorno, Fapi: “Provenzano attivi le zone economiche speciali”

AgenPress. “Il rapporto Svimez, nelle sue previsioni Regionali 2020/2021, evidenzia che il Mezzogiorno mostra ancora segnali di grande difficoltà verso la ripresa economica a differenza del resto del Paese, dove si registrano segnali più incoraggianti. Per queste ragioni chiediamo al Governo di procedere con dei provvedimenti di fiscalità di vantaggio e l’attivazione delle zone economiche speciali. Tali strumenti potrebbero rappresentare le pietre miliari su cui edificare la ripartenza economica ed occupazione del Mezzogiorno”.

E’ questa la ricetta per la ripresa economica del sud che rilancia il presidente nazionale della Fapi (Federazione autonoma piccole imprese), Gino Sciotto.

“Le zone economiche speciali – evidenzia il leader delle piccole imprese – potrebbero contribuire alla ripartenza del Mezzogiorno, attirando nuovi investimenti che potrebbero risultare fondamentali proprio in questa fase di grande difficoltà economica. Il Governo convochi le regioni e dia impulso ad un processo di semplificazione burocratica volto a consentire nuovi insediamenti produttivi in deroga alle tante norme che impediscono alle imprese di iniziare a produrre”.

“Le zone economiche speciali – spiega Sciotto – se attivate con la nomina dei commissari e dotate di risorse e contenuti, potrebbero dare un contributo determinante per lo sviluppo delle aree depresse delle regioni meridionali. Non a caso, il ministro Provenzano nel Piano per il Sud 2030 aveva posto l’attenzione sulla importanza delle Zes prevedendo la nomina di un commissario per ciascuna delle quattro già istituite: Campania, Calabria, Puglia-Molise, Puglia-Basilicata”.

“Auspichiamo fortemente che proprio il ministro Provenzano, – conclude Sciotto –  si adoperi per rendere operative le Zes e segnare la ripartenza della crescita occupazione ed economica al sud, ora più che mai bloccato anche a causa dell’emergenza coronavirus”.

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