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Napoli. La madre chiede di non pubblicare foto e video di Samuele, morto dopo caduta da balcone

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AgenPress –  “Per piacere non pubblicate più fotografie di mio figlio, né video”: a lanciare l’appello alla stampa e alle tv è Carmela, la mamma di Samuele, il bimbo morto a Napoli precipitando dal balcone della sua abitazione al centro della città, e la cui dinamica è al vaglio degli investigatori (è stato effettuato il fermo di un 38enne per omicidio). Distrutti dal dolore i genitori del bimbo; la mamma chiede ‘pietà’ per il suo piccolo, e chiede agli organi di informazione di non pubblicare le sue fotografie.

In un video pubblicato sui social, Samuele Gargiulo, 3 anni, pronunciava parole che sembrano evocare la sua morte, avvenuta venerdì. Mariano Cannio, il domestico della famiglia del bimbo, ha ammesso di aver preso in braccio Samuele, ma non di averlo gettato dal terzo piano: è stato fermato con l’accusa di omicidio.

Il movente è un mistero.. Come misterioso sembra un video postato sul social TikTok e diventato virale in Rete.
C’è Samuele che dice in napoletano “io ti butto giù perché sei una schifezza”, e una frase così viene da pensare che un bambino di tre anni la stia solo ripetendo per averla sentita da qualcun altro. Le tesi espresse sui social vanno soprattutto in una direzione: Samuele quelle frasi le aveva sentite da chi poi lo ha davvero buttato giù. Magari era una minaccia che lui, così piccolo, non percepiva e però ripeteva. Tutto è possibile, anche che queste ipotesi abbiano un fondamento.

Ma per ora questo del video resta un punto da chiarire. Tanto più che quelle immagini deve averle girate e postate qualche adulto che invece avrebbe avuto tutti gli strumenti per cogliere eventuali risvolti pericolosi dalle parole del bambino. E comunque in quel video Samuele indossa un pigiamone di pile, e dietro di lui sembra di scorgere un cappellino rosso di quelli natalizi. Insomma, quella registrazione non è recente, avrà otto o nove mesi e non la si può collegare automaticamente a quello che è successo l’altro giorno.

Difeso da un avvocato d’ufficio Cannio è in carcere, guardato a vista in attesa dell’udienza di convalida del fermo che si terrà lunedì mattina. L’uomo è molto noto nel quartiere e tante famiglie si affidano ai suoi servigi come domestico e ‘tuttofare’. Avrebbe le chiavi degli appartamenti di diverse famiglie della zona.

Oggi durante l’omelia per la celebrazione di San Gennaro l’arcivescovo di Napoli, monsignor Domenico Battaglia, ha riferito di essersi recato ieri sera a casa dei genitori di Samuele. “Ho davanti agli occhi il dolore dei suoi genitori – ha detto Battaglia – sentivo il bisogno di abbracciare Carmen e Giuseppe. Mi fermo un attimo – ha aggiunto rivolgendosi ai fedeli in Cattedrale – perché a tutti voi stamattina chiedo per questi genitori, giovani, una preghiera, hanno bisogno di questa preghiera e della nostra vicinanza”.

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