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Protesta dei ristoratori. Bloccata la A1 nel tratto Valdarno. Vogliamo riaprire e lavorare

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AgenPress – Autostrada del Sole bloccata all’altezza di Incisa, Firenze, in entrambe le direzioni per una nuova protesta dei ristoratori della Tutela Nazionale Imprese e di IoApro. Poco dopo le 9:30 sull’autostrada A1  Milano – Napoli è stato temporaneamente chiuso il tratto compreso tra Firenze sud e Valdarno in direzione di Roma e tra Valdarno e Incisa in direzione di Firenze, per una manifestazione al km 323 in prossimità dell’area di servizio “Arno ovest”. Attualmente, all’interno dei tratti chiusi, il traffico è bloccato e si registrano code in direzione Firenze e verso Roma.

I ristoratori aderenti a Tutela Nazionale Imprese Italia chiedono di tornare a lavorare e criticano la possibilità di operare solo negli spazi  esterni.

“Ci sono imprenditori – ha spiegato il presidente di Tni, Pasquale Naccari -, gente stanca di subire, che vorrebbe riaprire e tornare a lavorare, rispettando i protocolli di autogrill e mense. Vorrebbero lavorare, e non all’esterno col freddo”.

C’è anche Ermes Ferrari, il ristoratore modenese che a Roma il 6 aprile era vestito da sciamano come Jake Angeli a Capitol Hill: “Mentre la gente piangeva davanti al Parlamento e chiedeva un aiuto – ha detto – tutti si sono concentrati” solo “su un cappello e due corna”.  “Non ne possiamo veramente più – ha detto sempre Ferrari – dovete farci riaprire, perché veramente questo è un disegno criminale per far saltare la spina dorsale delle partite Iva italiane. Non è vero che siamo evasori, perché noi siamo la dorsale dell’Italia”.

I ristoratori dicono no anche ai tavoli solo per congiunti (chiedono tavoli anche per i frequentatori abituali) e al pass vaccinale. Tra le richieste al Governo, ribadiscono quella dei voucher emergenziali, di una moratoria della legge Bersani fino al 2023 e della abolizione del tetto del 30% per gli indennizzi. Molti dei ristoratori che stanno manifestando hanno locali con spazi all’esterno, dove al momento sarebbe impossibile riaprire viste le temperature e, in ogni caso, “manifestano a nome dell’intera categoria”.

 

 

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