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Quirinale. Sgarbi, centrodestra non voterà mai Casini, ma può vincere con Draghi o Casellati

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AgenPress – Il Centrodestra non voterà mai Pierferdinando Casini presidente della Repubblica, “non ha nessuna possibilità di andare al Quirinale. E’ come un sindaco della Capitale che tifa sia Roma sia Lazio”.

Lo afferma ad Affaritaliani.it Vittorio Sgarbi, alla vigilia dell’avvio delle votazioni a Montecitorio per eleggere il nuovo Capo dello Stato e all’indomani del ritiro della candidatura da parte di Silvio Berlusconi.

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“Il nome di Casini non ha alcuna logica, o il Centrodestra propone un suo nome o si vota Draghi. L’unità assoluta del Parlamento, tranne i 5 Stelle che si divideranno, porta a Draghi Presidente, se invece il Centrodestra vuole tentare l’atto di forza propone un suo nome e si va alla conta”. Casellati e Pera sono i due nomi in corsa per il Centrodestra? “Casellati sicuramente sì, Pera non credo proprio”.

“Il centrodestra può ancora vincere la partita del Quirinale”, dice poi Sgarbi. “C’è una strada più logica, che porta a Draghi, su cui si può fare il pieno fra centrodestra e Pd. Il M5s invece non tocca palla. Non so bene cosa trattenga il centrodestra dal fare questo gesto con cui si muoverebbero in anticipo con un’offerta che il Pd non può rifiutare. La strada più lunga porta alla presidente del Senato Casellati, perché è donna, viene da Forza Italia e quindi rappresenta l’ultimo sospiro di Berlusconi, e poi è una figura istituzionale.  Dopo aver aiutato Berlusconi nelle scorse settimane mettendolo in contatto con una serie di parlamentari, Sgarbi ha spiegato di avere sentito l’ex premier “l’ultima volta giovedì sera: mi diceva di sentirsi ancora in gara”.

“Secondo me è in condizioni psicologiche pessime.  Invece di dire a Berlusconi che i voti c’erano, i suoi potevano dirgli che aveva la forza di imporre il nome di Draghi: metà dei 5 Stelle lo schifa, ma il Pd lo avrebbe accettato perché Draghi è al di sopra delle parti. Ora con Draghi al Colle si potrebbe fare anche un governo senza Pd, e sarebbe una doppia vittoria del centrodestra”.

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