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Rousseau. La politica non deve essere una carriera. Su 2 mandati c’è “amnesia”

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AgenPress – Il MoVimento 5 Stelle è fatto da cittadini, non da eletti ed elettori. Qualche eletto non lo ha forse capito. Ci si candida per spirito civico, per attuare un programma, non per presenzialismo, per carriera politica. L’eletto é importante, come tutti, ma non necessario, è il terminale di una rete. Il limite massimo dei due mandati, qualunque sia il tipo di mandato, da consigliere o da deputato, vale per tutti. Inoltre chi è stato eletto non può lasciare il suo incarico per candidarsi altrove. Queste regole sono chiare e lo sono state dall’inizio. Qualcuno può non essere d’accordo, ma in quel caso può candidarsi in un partito. Non nel MoVimento 5 Stelle. L’ho già scritto, ma lo ripeto ancora una volta per chiarezza. Il MoVimento 5 Stelle non è un partito, non ci sono, né ci dovranno essere leaderini, ma solo cittadini.

Parole di Beppe Grillo, scritte sul blog delle Stelle nel 2012 e che oggi Rousseau rilancia con una rubrica ribattezzata “Blog History”. Con questa rubrica, si legge oggi sul blog, “vogliamo combattere il fenomeno della cosiddetta ‘amnesia selettiva politica’ ricordando le battaglie raccontate nel corso degli anni su questo Blog”.

Rousseau elenca quindi una serie di “documenti” in cui il Movimento si è espresso per la conferma del principio del limite ai due mandati. Una sorta di “Blog-grafia ragionata” che mette al primo punto il V-day: “il V-Day del 2007 ha rappresentato l’origine del progetto di partecipazione civica del Movimento 5 Stelle. L’obiettivo era raccogliere abbastanza firme per presentare la proposta di legge ‘Parlamento pulito’ che prevedeva, un massimo di due legislature e l’elezione diretta del candidato”.

Un post sul blog del 2016 intitolato “Le nostre regole: una garanzia per i cittadini”, ricordava che il M5s “rivendica che la fiducia dei cittadini deriva dal rispetto delle regole e dei principi. “La regola sui due mandati non si tocca e non si deroga” è ancora un altro post scritto nel 2017 per rimarcare “l’inderogabilità della regola sul limite dei mandati elettivi per i portavoce del M5s. Infine c’è la “lettera del Movimento 5 Stelle a Berlusconi”, una lettera aperta scritta dal M5s a Silvio Berlusconi nel 2018 che sottolineava “la differenza tra semplici cittadini nelle istituzioni e i politici di professione”.

 

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