Suor Maria Laura Mainetti proclamata beata. Perdonò le tre assassine, che oggi sono libere

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AgenPress  – Suor Maria Laura Mainetti era molto nota per le sue opere di carità verso i giovani, gli anziani, i poveri, i malati. Una delle ragazze la attirò in un vicolo buio dicendo di essere rimasta incinta dopo aver subito una violenza. Suor Maria Laura andò all’appuntamento nonostante l’ora. Erano le dieci sera. Le tre giovani uccisero suor Maria Laura con 19 coltellate. La suora, raccontano le assassine, morì invocando il perdono per le sue carnefici.  Le tre ragazze ora sono in libertà e hanno cambiato nome e vita dicendo di essere state sconvolte dalla pietà della donna che stavano uccidendo. Suor Maria Laura è ora per la Chiesa martire della fede e della carità.

Proprio il 6 giugno di ventuno anni fa fu uccisa da tre giovani, all’epoca dei fatti minorenni, nel contesto di un rituale satanico. Le ragazze la attirarono, di sera, in una zona poco frequentata della cittadina. Un piano preparato da giorni, nei minimi dettagli, a partire dall’inganno con cui richiamare l’attenzione della suora, che dedicò tutta la sua vita alle persone in difficoltà, soprattutto ai giovani.

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Una delle tre disse di aspettare un bambino e di essere pronta a interrompere la gravidanza perché sola e perché vittima di una violenza. Suor Maria Laura non si trasse indietro e fu subito pronta ad accogliere quella richiesta di aiuto che pensava vera. Uscì e andò incontro alla morte. Fu uccisa perché suora, perché donna completamente donata a Dio. Mentre veniva colpita mortalmente, fu capace di un estremo gesto di amore e misericordia: guardò le giovani negli occhi, una a una, e pregò Dio perché le perdonasse.
“Maria Laura, non ha cercato il martirio in sé, ma lo ha assunto come conseguenza della sua fedeltà a Gesù Cristo – afferma con convinzione il cardinale Semeraro –. Il segno distintivo del martirio cristiano è la testimonianza luminosa della vittoria dell’amore sull’odio e sulla morte. Maria Laura muore perdonando”.

Conquistata dalla certezza, maturata da giovanissima al termine di una confessione, di “voler fare qualcosa di bello per Dio e per gli altri», nella famiglia religiosa delle Figlie della Croce «suor Maria Laura ha trovato la scintilla ideale per sviluppare e portare a compimento il suo santo proposito” dice ancora il vescovo di Como. La croce, sottolinea, “è l’espressione massima dell’amore di Cristo per ogni uomo, segno di una vita che è un continuo uscire da sé, per essere protesi verso i fratelli, in piena gratuità”.

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