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Violenza donne. 89 vittime di genere al giorno, 62% casi in famiglia. Il 72% autori femminicidi è marito o ex

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AgenPress – Nell’ambito delle iniziative per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che ricorre il 25 novembre, la Polizia di Stato ha presentato, in un evento a Catania, l’edizione 2021 della campagna contro la violenza di genere “…Questo non è amore”.

La campagna di sensibilizzazione nazionale, giunta alla quinta edizione e nata per supportare e aiutare le donne vittime di violenza, nel 2021 ha come filo conduttore l’hashtag #aiutiamoledonneadifendersi.

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L’opuscolo informativo sul progetto, realizzato dalla Direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato, sarà distribuito in tutte le citta italiane nel corso degli eventi che la Polizia di Stato realizza per andare incontro alle vittime di violenza, avvicinandole con poliziotti e psicologi specializzati a trattare questi temi delicati.

Sono 89 al giorno le donne vittime di reati di genere in Italia, e nel 62% dei casi si tratta di maltrattamenti in famiglia. E’ quanto emerge dai dati diffusi per la presentazione a Catania di ‘Questo non ‘ amore’, campagna di prevenzione della Polizia contro la violenza sulle donne, giunta quest’anno alla sua quinta edizione.

Nell’andamento degli omicidi di donne rispetto agli omicidi in genere è stato registrata una leggera diminuzione: se nel periodo gennaio-agosto 2020 le donne vittime di femminicidio erano il 48% di tutte quelle uccise, nell’analogo periodo del 2021 l’indice scende al 41%. Nel 72% dei casi l’autore è il marito o l’ex marito; in 1 caso su 2 ha usato un’arma da taglio; il 70% delle vittime erano italiane. Sale il dato delle donne che lasciano figli piccoli: nel gennaio-agosto 2020 era del 25%, mentre nell’analogo periodo del 2021 del 31%; è del 40% con i dati rilevati prima della pubblicazione della brochure realizzata per l’iniziativa.

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La parole d’ordine è prevenzione. Come ha affermato il Direttore centrale anticrimine Francesco Messina “Ancora una volta dobbiamo chiederci di quale cultura è figlio tutto questo sangue versato dalle donne. Oggi grazie ad iniziative come il Protocollo Zeus, che completano adeguatamente lo spettro di efficacia dell’ammonimento del Questore, possiamo finalmente occuparci anche dell’uomo maltrattante, senza trascurare le donne e le loro insopprimibili esigenze di difesa. Difendiamo le donne occupandoci degli uomini prima che sia troppo tardi.

Per il lancio dell’iniziativa quest’anno è stato scelto il capoluogo etneo, segnato nell’ultimo periodo da gravi episodi di femminicidio che hanno fortemente scosso le coscienze e che impongono di combattere questo fenomeno sul piano della prevenzione.

E proprio sulla prevenzione del fenomeno è stato incentrato l’incontro che si è tenuto questa mattina al Teatro Massimo Bellini, a cui hanno preso parte il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il capo della Polizia Lamberto Giannini.

Al convegno, moderato dal giornalista de La Repubblica Salvo Palazzolo, hanno partecipato le senatrici Valeria Valente e Alessandra Maiorino, rispettivamente presidente e membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere, la professoressa Isabella Merzegora, ordinario di criminologia presso l’Istituto di medicina legale dell’Università degli studi di Milano e presidente della Società italiana di criminologia, l’avvocato Manuela Ulivi, civilista esperta in diritto di famiglia minorile, Valentina Picca Bianchi – presidente di Donne Imprenditrici di Fipe (Federazione italiana dei pubblici esercizi) e la Dott.ssa Maria Scavo, procuratore aggiunto presso il Tribunale di Catania. I vari interventi sono stati intervallati dalle letture di Gianpaolo Trevisi, direttore della Scuola allievi agenti di Peschiera del Garda, tratte dal suo libro “L’amore che non è” sul tema del femminicidio.

Il prefetto Giannini nel suo intervento ha voluto mandare un messaggio chiaro “è fondamentale parlare del problema della violenza di genere per evitare che le vittime si sentano sole o che si colpevolizzino. Serve investire sulla formazione delle nostre donne e dei nostri uomini affinchè chi denuncia si senta al sicuro dal giudizio e dal pregiudizio. La vittima deve sintirsi protetta e compresa. L’impegno di tutti noi deve essere finalizzato a far diventare la denuncia come normalità. Per farlo è necessario essere sempre più pronti ad ascoltare”.

Le conclusioni sono state affidate al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese che ha sottolineato come il problema sia oggi principalmente sociale. “Serve prevenzione, anche intesa come formazione nelle scuole e nella società civile, per insipirare un cambiamento culturale”.

Il Ministro ha poi evidenziato come “ai fine della prevenzione è molto utile l’app YouPol della Polizia di Stato che permette la segnalazione di reati spia ma sopratutto un contatto diretto tra la sala operativa e la vittima, che può essere geolocalizzate ed avere un intervento tempestivo”.

L’applicativo della Polizia di Stato, per l’occasione rinnovata nella veste grafica e nelle sue funzionalità, permette infatti la segnalazione, anche in forma anonima, di episodi di violenza domestica oltre che di spaccio di droga e bullismo.

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