Conte: non starò appeso, questo il “cronoprogramma” di governo fino al 2023

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Agenpress – “Stare appeso non è nel mio carattere e la forza ci viene dai risultati. Più che di una verifica si tratterà di un rilancio. Il dibattito pubblico di queste settimane non ci ha fatto bene perché ha restituito l’immagine di una maggioranza in cui sono tanti i tentativi di appuntare bandierine. Dobbiamo correre insieme”.

Così il premier Conte al ‘Corriere della sera’ dopo la proposta di un “cronoprogramma” di governo fino al 2023. “Inviterò tutti  ad abbracciare questo spirito e pretenderò da tutti un chiaro impegno”.

“Abbiamo idee e gambe  per portare a compimento questa stagione riformatrice. Dobbiamo lavorare per tagliare ancor più le tasse. Occorre una decisa riforma dell’Irpef e della giustizia tributaria. Dobbiamo abbreviare i tempi dei processi penali e civili. Dobbiamo rilanciare il piano degli investimenti, con razionalizzazione delle risorse pubbliche, più efficace partenariato pubblico privato, riduzione dei lacci burocratici, semplificazione del quadro normativo, sostegno alle piccole e medie imprese. E accelerare – aggiunge – la digitalizzazione della pubblica amministrazione”.

Alla domanda su quali siano le risorse, risponde: “Sono fiducioso. Se in 100 giorni abbiamo trovato risorse per 23 miliardi ed evitato un salasso di 540 euro di tasse a famiglia, in 365 giorni riusciremo a fare molto di più”.

“Con Luigi Di Maio – dice ancora il premier – ci conosciamo meglio e abbiamo buoni rapporti personali. Mi interessa rilanciare il lavoro di squadra, per governare nell’interesse degli italiani”.

“Con Renzi – aggiunge – non ho avuto molte occasioni, ma mi farà piacere incontrarlo presto. Io non ho problemi con nessuno, il dialogo è il principio metodologico della mia azione”. Per quanto riguarda il Fondo Salva Stati, osserva: “Sul Mes non ha aiutato l’Italia l’insieme di falsità della coppia Salvini-Borghi. La Lega che ho conosciuto io aveva respinto le pulsioni antieuropeiste”.