Manifesto Immacolata contraccezione. Lettera aperta del Sen. Domenico Scilipoti Isgrò

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Agenpress.

Gentile  Direttore,
Qualche giorno fa, a Bologna, i movimenti LGBT, hanno affisso un manifesto di pessimo gusto e blasfemo che derideva la Madonna Immacolata. Cosa ancora più grave in quanto avvenuta nel giorno in cui i cattolici festeggiavano il dogma della Immacolata.

Il manifesto diceva: Immacolata contraccezione e parla da solo. E’ prima di tutto manifestazione di crassa intolleranza. Se qualcuno avesse pubblicato o affisso ( cosa censurabile, naturalmente) un poster  offensivo verso gay , lesbiche ed altre fedi si sarebbero aperte le cataratte della critica. Ma al contrario, l’ offesa al sentimento religioso dei cristiani, passa sempre sotto silenzio. Così non va bene. E in tutta sincerità, resta qualche perplessità  sull’ atteggiamento timido della Chiesa locale.

L’ episodio non deve destare troppa meraviglia in un tempo nel quale sembra lecito e persino valoroso deridere i valori e i simboli religiosi, specie sotto le feste care ai credenti e ai cristiani. E’ il tempo della persecuzione. Tuttavia, leggiamo nel libro  della Apocalisse, che il Signore non ama i tiepidi, li vomiterà dalla sua bocca. Non si tratta qui di incitare al fanatismo, ma occorre che i cristiani trovino, ed anche in fretta, la  gioia e la freschezza della fede da contagiare e portare a tutti. Del resto, il Signore non ci dice andate ed ammaestrate tutte le genti? Non è proselitismo, ma missionarietà.

Viviamo il tempo della confusione, del secolarismo e del relativismo. E qui occorre ampliare il raggio della riflessione, certamente senza puntare il dito contro nessuno. I fedeli hanno bisogno di certezze, di solidi punti di riferimento, proprio davanti agli assalti del male. E allora nutriamo, con cautela, qualche perplessità davanti alla ricerca di sempre nuove verifiche e introduzioni. Penso alla traduzione del Nuovo Messale Romano. Non  entro in dispute di teologia liturgica che non mi competono. Però era davvero necessario utilizzare la locuzione rugiada al posto di Spirito Santo?

A conti fatti, certamente, la rugiada  è un dono dello Spirito. Il problema è che continui cambiamenti spiazzano i fedeli, e penso alla  disputa sulla traduzione della preghiera del Padre Nostro. Perchè cercare sempre il nuovo e non lasciare quanto è radicato nella Tradizione e nel deposito della fede? Un’ ultima osservazione riguarda il presepe.

In alcune chiese non è fatto, o lo è in modo ridotto senza grotta, stalla o  addirittura liberal. Sappiamo bene che i Vangeli non parlano del presepe che è una pia e santa devozione popolare da rispettare. In poche parole: non è un obbligo liturgico, ma se si sceglie di farlo, lo si faccia in modo decoroso e perbene. Certe innovazioni, alcune  stravaganze come il barcone dei migranti, o il panettone di alcuni anni fa, in tutta sincerità rendono cattivo servizio alla fede e alla stessa intelligenza di chi le fa.

Il presepe non diventi motivo di  propaganda politica o sociale. Il Signore  che viene lo fa per portare la libertà dal male e la ricerca della vita eterna, non è un sindacalista o un rivoluzionario. In questa ottica, risulta  assolutamente inaccettabile la scelta di mettere, come avvenuto, attorno alla Madonna Immacolata, la coperta termica dei migranti. In questo modo non si aiuta a maturare la fede. Al contrario queste scelte insensate  sono soltanto motivo di rammarico . La Chiesa sappia rispettare il bagaglio della Tradizione che non è un museo, ma al contrario, ricchezza e bellezza. Grazie per l’attenzione .

Cordialmente,
Senatore Domenico Scilipoti Isgrò