Cina. Per il 90% dei genitori, gli studenti che commettono errori devono essere puniti

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Agenpress – Il Ministero dell’Istruzione cinese ha emanato a novembre un nuovo regolamento che mira a concedere agli insegnanti delle scuole elementari e medie più spazio per punire i loro studenti al fine di ottenere migliori risultati didattici.

Il regolamento, che è ancora in fase di valutazione da parte dell’opinione pubblica, divide le punizioni in tre categorie, in base al livello di gravità dell’infrazione, compresi il richiamo, il biasimo, l’obbligo di restare in piedi (che non dura più di una lezione) e la sospensione dalle attività scolastiche per non più di una settimana.

Circa il 90% dei genitori degli studenti che sia naturale per gli insegnanti punire gli studenti che hanno commesso errori.

Oltre il 70% dei 2.005 intervistati, il 78,1% dei quali sono genitori di studenti delle scuole primarie e medie, ha dichiarato che se gli insegnanti non hanno il coraggio di punire i loro studenti, non sarà un bene per gli alunni, perché la loro cattiva condotta non sarà corretta in tempo.

Circa il 72,9% dei genitori intervistati ha dichiarato che gli insegnanti in Cina non osano più punire gli studenti perché i genitori tendono ad essere protettivi e si creano anche problemi di fiducia. Secondo Yang Xiong, direttore dell’istituto di ricerca giovanile dell’Accademia delle scienze sociali di Shanghai, la difficoltà nel definire le punizioni appropriate per prevenire le punizioni fisiche è un altro fattore che rende l’intera faccenda complicata.

Gli intervistati ritengono che le punizioni più accettabili da parte degli insegnanti siano il richiamo, il biasimo, l’autoesame e l’obbligo di restare in piedi, mentre quelle più inaccettabili sono insulti, percosse o violenze.