Gb. Trionfo di Boris Johnson. “Abbiamo provocato un terremoto e cambiato la mappa politica del Paese”

403

Agenpress – Trionfo di Boris Johnson, che ha conquistato la maggioranza assoluta alla Camera dei Comuni, e tracollo del Labour dopo il voto in Gran Bretagna. Un risultato che pesa su Corbyn con la peggiore sconfitta dal 1935 per il Labour. L’unica forza anti-Brexit vincente è quella secessionista che domina in ScoziaFarage resta a bocca asciutta. La Brexit, invece, è sempre più vicina.

Sconfitta per il Labour, un risultato che per i conservatori non si vedeva dai tempi di Margaret Thatcher quando conquistò il terzo mandato nel 1987, e che segna la disfatta peggiore dal 1935 del partito di Jeremy Corbyn, che finisce subito sotto processo. “Si tratta ovviamente di una notte molto deludente per il Partito laburista – ha detto il leader del Labour, anticipando “un processo di riflessione” – Non guiderò il partito in nessun’altra campagna per le elezioni generali”. Uno “shock”, è stato il mesto commento di John McDonnell, esponente di punta dei laburisti, “sul futuro di Jeremy Corbyn saranno prese decisioni appropriate”. E su Twitter rimbalza l’hashtag #CorbynOut.

“Con questo mandato finalmente realizzeremo la Brexit”,  ha detto il premier Boris Johnson parlando ai suoi sostenitori a Londra, invitando tutti a ripetere in coro lo slogan della sua campagna “Get Brexit done”. “Metterò la parola fine a tutte le assurdità di questi tre anni e realizzerò la Brexit entro gennaio, senza se e senza ma”, ha ribadito il primo ministro.

“Grazie a tutti nel nostro grande Paese, a chi ha votato, a chi è stato volontario, a chi si è candidato. Viviamo nella più grande democrazia del mondo”, ha esultato il premier britannico. “Abbiamo provocato un terremoto, andremo fino in fondo con Brexit”.

“Abbiamo provocato un terremoto e cambiato la mappa politica del Paese, dobbiamo cambiare il partito per essere all’altezza”, ha detto il premier parlando con il suo staff in festa. “ho ricevuto un mandato straordinario”, ha sottolineato Johnson dichiarando di voler essere il primo ministro “di tutti”. “Voglio guidare un governo della nazione”.