Falso vino Doc nell’Oltrepò Pavese. Arrestate 5 persone

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Agenpress – Cinque persone sono state arrestate nel corso di un’operazione dei carabinieri, con il supporto della Gdf nell’Oltrepò Pavese e in altre regioni. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Pavia, riguarda un nuovo presunto scandalo sul vino contraffatto. Secondo le accuse, gli arrestati avrebbero spacciato per Doc e Igt vini di qualità inferiore. Perquisizioni in Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Trentino Alto Adige.

La misura degli arresti domiciliari è stata disposta per: Alberto Carini, 46 anni, presidente della Cantina Sociale di Canneto Pavese (Pavia), residente a Castelverde (Cremona); Carla Colombi, 65 anni, stretta collaboratrice del presidente, residente a Montescano (Pavia); Aldo Venco, 65 anni, enologo che abita a Casteggio (Pavia), vice presidente di Assoenologi Lombardia-Liguria; Massimo Caprioli, enologo residente a Stradella (Pavia); Claudio Rampini, 63 anni, mediatore vitivinicolo. L’obbligo di firma è stato disposto per due produttori della zona, che avevano rapporti con la Cantina.

Gli indagati sono accusati di “associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio e alla contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine di prodotti agroalimentari (DOC e IGP)

I provvedimenti emessi dalla Procura riguardano titolari di aziende vinicole e cantine sociali, ritenuti responsabili a vario titolo e in concorso tra loro di associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio e contraffazione di indicazioni geografiche o denominazione di origine di prodotti alimentari.

Al centro dell’indagine figurano in particolare i vertici di una cantina oltrepadana, che, secondo l’accusa, con la complicità di enologi di fiducia avrebbero messo in commercio vino contraffatto per quantità, qualità e origine attraverso un sofisticato sistema di alterazione.

Sono state eseguite anche 28 perquisizioni domiciliari, locali e personali nei confronti di altrettante persone fisiche, aziende acquirenti del vino, e laboratori di analisi compiacenti”. Le perquisizioni sono state effettuate anche in cantine e aziende vinicole di Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Trentino Alto Adige.