Coronavirus. Conte, fase 2, convivenza con il virus, fase 3, uscita emergenza

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Agenpress – “Il nostro Paese sta attraversando la fase acuta dell’emergenza – dice il premier – Abbiamo superato 13155 decessi. Questa è una ferita che ci addolora particolarmente, una ferita che mai potremo sanare”.

Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, annunciando in conferenza stampa di aver firmato il Dpcm che proroga fino al 13 aprile 2020 le misure per il contenimento del contagio epidemiologico da Covid-19.

“Non siamo nella condizione di poter allentare le misure restrittive che abbiamo disposto. Non siamo nella condizione di poter alleviare i disagi e di risparmiare i sacrifici a cui si è sottoposti”.

“Una decisione politica deve avere una base di evidenza scientifica, ma i decisori politici devono assumersi le loro responsabilità. Non ho mai detto che seguiamo alla lettera le indicazioni del Comitato tecnico-scientifico – chiarisce – ma che alla base delle nostre decisioni mettiamo i suggerimenti degli esperti. Stiamo affrontando un nemico invisibile, sconosciuto alla politica e anche agli stessi scienziati. A guidarci ci sono i valori costituzionali come i diritti fondamentali dei cittadini, quindi il decisore deve cercare di leggere e interpretare, sulla base dei dati scientifici, i bisogni della propria comunità sapendo che la priorità è la tutela della salute, e contemporaneamente cerchiamo di ottemperare le necessità dell’economia”.

Il presidente del Consiglio spiega che “lo sforzo che stiamo facendo ci consentirà di valutare una prospettiva. Nel momento in cui il consiglio degli esperti ce lo permetterà cominceremo con l’allentamento delle misure. Non posso dirvi se sarà dal 14 aprile, non sono ancora nelle condizioni di farlo. Valutando quello che succederà, inizieremo a valutare la prospettiva di una fase 2, quella della convivenza con il virus, per poi entrare nella fase 3 che è quella dell’uscita dell’emergenza con il ripristino delle attività lavorative e sociali”.

“Ci rendiamo conto che vi chiediamo un ulteriore sforzo ma questo lo dobbiamo afferrare tutti: se noi smettessimo di rispettare le regole, se iniziassimo ad allentare le misure, tutti gli sforzi fin qui fatti sarebbero vani – scandisce il premier – Pagheremmo un prezzo altissimo, oltre al costo psicologico, economico e sociale saremmo costretti a ripartire di nuovo. Un doppio costo e non ce lo possiamo permettere”.

Conte, dunque, invita “tutti a continuare a rispettare le misure, c’è una sparuta minoranza” che non lo fa. Per queste persone sono previste “multe onerose e severe” perché “non ci possiamo permettere che qualche irresponsabile possa comportare danno nei confronti di tutti”.

“Mi dispiace  che queste nuove misure capitino in una solennità come la Pasqua, purtroppo dovremo affrontare anche questi giorni di festività con questo regime restrittivo”.

Conte si sofferma anche sul capitolo bambini. “Noi non abbiamo affatto autorizzato l’ora del passeggio coi bambini – puntualizza – In fase di interpretazione abbiamo semplicemente detto che se ci sono minori e se un genitore va a fare la spesa, allora quei minori possono accompagnare il genitore. Ma questo non vuol dire andare a spasso. Non c’è alcun allentamento delle misure restrittive, tanto più che proprio adesso stiamo vedendo i primi effetti positivi. Non dobbiamo abbassare la soglia di attenzione”.