Rai Tre. Puntata di Sabrina Giannini al vaglio della Procura. Maltrattamento animali

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Pae denuncia allevatori, industriali e veterinari. Maltrattamento animali, omissioni d’atti d’ufficio, favoreggiamento e truffa 


Agenpress -L’accurato servizio su Rai 3 “Indovina chi viene a cena”, dal titolo Delicatessen mandato in onda domenica sera, ove l’ autrice e conduttrice Sabrina Giannini ha scoperchiato una gigantesca truffa a danno del diritto alla libertà di scelta dei consumatori e del benessere degli animali negli allevamenti in relazione all’etichettatura “Benessere animale”, è oggetto della denuncia querela, depositata oggi dal Partito Animalista Europeo alla Procura della Repubblica di Roma, avverso allevatori, industriali e medici veterinari per i reati di maltrattamento animale aggravato dalla morte degli stessi, omissioni d’atti d’ufficio, favoreggiamento personale e truffa.

“Dopo aver denunciato all’Antitrust tale pubblicità ingannevole con richiesta di mettere al bando la fuorviante etichettatura Benessere Animale sulle confezioni alimentari, oggi abbiamo sporto denuncia querela contro tutti i responsabili che verranno individuati dall’Autorità Giudiziaria protagonisti dell’ultima puntata della bravissima Sabrina Giannini. – dichiara il presidente del PAE, Stefano Fuccelli – Oltre all’evidente maltrattamento degli animali costretti a vivere sovraffollati con problemi di cannibalismo in gabbie sporche, anguste ed insufficienti tra escrementi e carogne ed infestate da topi in spregio ai regolamenti sul benessere animale ed alle norme igienico sanitarie, si configura anche l’omissione di atti d’ufficio e favoreggiamento personale a carico dei veterinari intervenuti negli allevamenti per avere omesso di denunciare il fatto di reato, come invece sarebbe stato per legge loro specifico dovere in ragione del pubblico servizio da loro espletato con ciò aiutando, di fatto, gli autori materiali dei maltrattamenti ad eludere le investigazioni dell’Autorità.

Si configura, inoltre, anche il reato di truffa compiuto dagli allevatori e dai legali rappresentanti delle aziende rivenditrici utilizzatrici del marchio autocertificativo “benessere animale” e diciture similari sulle confezioni di carne e alimenti derivati, per aver posto in essere un’operazione di raggiro in danno di una platea potenzialmente infinita di consumatori. – Conclude Fuccelli – La questione ha ripercussioni dirette anche sulla salute pubblica in quanto è consuetudine la pratica della somministrazione preventiva ed abuso di antibiotici a tutti indistintamente gli animali detenuti negli allevamenti intensivi, pratica vietata per legge. Si ricorda che l’abuso di antibiotici genera l’antibioticoresistenza, un danno per la salute collettiva.

Secondo l’OMS provoca, solo in Europa, 25 mila morti l’anno ed è stimato che nel mondo, nel 2050, le infezioni batteriche causeranno circa 10 milioni di morti all’anno, superando ampiamente i decessi per tumore (8,2 milioni), diabete (1,5 milioni) o incidenti stradali (1,2 milioni) con una previsione di costi che supera i 100 trilioni di dollari. L’uomo sta diventando sempre più immune a molti antibiotici e una delle cause è proprio l’impiego della penicillina negli allevamenti intensivi.