Lettera aperta di Paola Concia. “Cara sinistra, non hai più anima”

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AgenPress. “Cara Sinistra, ancora mi chiedo come e quando e perché tu abbia perso la bussola. Quando hai oscurato il principio su cui si fondano le nostre società democratiche…

Hai abbandonato i nostri più sacri valori unicamente per conquistare consenso tra quelle comunità islamiche radicali e antisemite che si sono stabilite nei nostri Paesi occidentali, tra quei nativi musulmani che non hanno mai rinnegato la sharia. E hai fatto questo per qualche voto in più in questa o in quella tornata elettorale…

Come è possibile che nel mondo di oggi il cancro dell’antisemitismo porti la firma del progressismo di sinistra, e lo riversi nelle aule scolastiche e universitarie, nei luoghi di lavoro, nei circoli delle élite intellettuali, che lo trascini nelle piazze?”.

E’ il durissimo j’accuse che Paola Concia, in una lettera aperta pubblicata sul magazine di Setteottobre, rivolge alla Sinistra responsabile “di stare tradendo la sua missione per far posto a chi detesta le nostre democrazie e l’Occidente“.

“Davvero volete svendere le libertà civili, i diritti delle donne, i diritti delle persone LGBT per quattro voti? – si domanda Concia che incolpa la Sinistra di stare cavalcando l’antioccidentalismo “proprio voi che siete stati, e io con voi, i più coraggiosi e testardi difensori di modelli di società che garantiscono più diritti a tutti, nessuno escluso”. Ma di fronte alle aggressioni, alle uccisioni, alle violenze, alle discriminazioni contro cittadini ebrei “il vostro silenzio è agghiacciante” scrive Concia che denuncia la Sinistra di aver fatto diventare Israele “il capro espiatorio di tutti i mali del mondo, seguendo la peggiore tradizione antigiudaica e antisemita”.

Riferendosi, infine, all’indagine di questi giorni su Mohammad Hannoun e di altri fiancheggiatori e sostenitori di Hamas osserva come coloro che a sinistra hanno coccolato, sostenuto, legittimato istituzionalmente e culturalmente Hannoun e i suoi sodali si siano “avvolti in un silenzio assordante o riparati dietro parole imbarazzate, patetiche ed equivoche”.

Nel concludere, Paola Concia si rifà a Enrico Berlinguer che “non ebbe paura di dire che le Brigate Rosse erano terroristi definendoli senza equivoci “nemici della democrazia e del popolo“.

Oggi la Sinistra ha rinunciato, invece, ai propri principi, ai propri valori “perdendo tanti compagni e compagne come me. E questo non perché siamo cambiati noi ma perché siete voi che avete perso l’anima. E tutto questo mi fa temere come donna, come lesbica, come militante di sinistra e amica degli ebrei. Mi fa paura non avervi più al mio fianco“.

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