La Conferenza e Mobilitazione Nazionale UAP – Unione Nazionale Ambulatori e Poliambulatori degli Enti e dell’Ospedalità Privata, si terrà sabato 14 marzo 2026 presso il Teatro Brancaccio, Via Merulana 244 – Roma
AgenPress. L’iniziativa nasce dall’urgenza di richiamare l’attenzione delle istituzioni, dei media e dell’opinione pubblica su temi che riguardano direttamente la tutela della salute dei cittadini e la tenuta del Sistema Sanitario Nazionale.
La UAP intende ribadire, con fermezza e responsabilità, la necessità che tutti gli attori della sanità, pubblici e privati, operino nel pieno rispetto dei regolamenti e dei requisiti di legge, evitando la creazione di percorsi privilegiati o deroghe che generano, di fatto, una sanità “a due velocità”.
In particolare, la Conferenza porrà l’accento su:
- la necessità di garantire che tutte le attività diagnostiche siano svolte esclusivamente da professionisti e strutture che rispondono ai requisiti di qualità, sicurezza, responsabilità e competenza previsti dalla normativa vigente;
- la preoccupante tendenza a consentire l’erogazione di prestazioni sanitarie in contesti che non assumono responsabilità clinica sui referti, non rispettano gli standard strutturali e procedurali richiesti alle strutture sanitarie, e non dispongono delle figure professionali abilitate per legge a tali attività;
- il tema, ormai improcrastinabile, del rinnovo del Nomenclatore Tariffario, oggi del tutto inadeguato a garantire prestazioni appropriate, sostenibili e coerenti con il livello di responsabilità richiesto ai professionisti sanitari e alle strutture accreditate.
Si tratta di questioni che incidono direttamente sul diritto costituzionale alla tutela della salute (art. 32) e che richiedono scelte fondate su scienza, coscienza e responsabilità istituzionale, non su logiche di mercato o su semplificazioni che rischiano di compromettere la sicurezza dei cittadini.
La Conferenza e Manifestazione UAP rappresenta, in questo senso, un momento decisivo: unica e concreta opportunità per riportare al centro la qualità dell’assistenza, l’equità del sistema e la protezione della collettività evitando che si consolidino modelli che creano “figli e figliastri” all’interno del Servizio Sanitario Nazionale.
