AgenPress. Siamo al paradosso. Siamo in assurdo epocale e irrispettoso. La ulteriore tensione che ha innescato il Presidente Trump colpisce direttamente il Santo Pontefice. E non solo. Leone XIV è un Capo di Stato. È un fatto di una gravità inaudita perchè coinvolge oltretutto la Città del Vaticano e non solo tutta la comunità dei cattolici. I quali certamente devono seguire il Vangelo ma non è concepibile farsi massacrare con parole quanto meno irresponsabili.
C’è di più. È chiaro che Leone XIV non può che “reagire” come ha già fatto. Ovvero insistendo con un forte richiamo al Vangelo insistendo sulla Pace e portando le voci della pace. Ma uno sfregio è stato compiuto e non credo che i cattolici tutti, compresi quelli degli Stati Uniti d’America, possono tollerare tale atto.
Le parole del presidente americano, pubblicate anche sui social media, hanno definito il Papa “debole” e “pessimo sulla politica estera”, segnando una distanza senza precedenti nei rapporti tra un presidente americano e il Pontefice. Anche perché lo scontro arriva in un momento di grande conflitto internazionale, in particolare sul dossier Iran, su cui il Papa ha più volte invocato dialogo e negoziati.
Trump ha criticato apertamente queste posizioni, accusando Leone di non affrontare con fermezza le minacce globali. Certo. La replica del Pontefice è stata immediata, ma misurata: “Non ho paura dell’amministrazione Trump” e “continuerò a parlare contro la guerra”, ha dichiarato Papa Leone XIV, evitando di entrare in un confronto diretto.
C’è da dire che le reazioni critiche non si sono fatte attendere. Infattu gli ambienti ecclesiastici statunitensi hanno definito “denigratorie” le parole del presidente. L’arcivescovo Paul S. Coakley, presidente della Conferenza episcopale statunitense, ha espresso il suo sconforto per l’attacco di Trump al Papa, sottolineando che “Papa Leone non è il suo rivale”. Fin qui la cronaca in sintesi.
Lo scontro tra Trump e Papa Leone XIV è chiaramente un sintomo della crescente tensione tra la Chiesa cattolica e la politica internazionale. Ma dietro una tale situazione quanto influisce Israle? Una domanda che bisognerebbe porsi soprattutto in una fase in cui il legame tra scontri politici e scontri economici si inserisce un ulteriore conflitto che è quello religioso. Ciò significa uno scontro di civiltà.
La contraddizione è proprio qui. Una Nazione Occidentale che si scaglia duramente contro quelle radici che sono cattoliche o se vogliamo cristiane. Perché ormai siamo a una divisione tra chi cerca la pace e chi vuole mantenere uno stato permanente di guerra. Gli Stati Uniti d’America e Israele sono diventati Nazioni di guerra e di minacce continue.
Certo. Il mondo arabo e islamico è in subbuglio e ormai la prospettiva si muove su una scacchiera che è economica ma dentro tale scacchiera ci sono valenze valoriali storiche e culturali con gravi implicazioni religiose come testé è accaduto.
La posizione del Papa, in tal caso, è motivata da una visione più ampia della politica internazionale, che pone l’accento sulla pace e sul dialogo.
La Chiesa cattolica ha sempre sostenuto che la guerra non è una soluzione ai conflitti internazionali e che il dialogo e la negoziazione sono gli unici strumenti per risolvere le controversie. A chi non sta bene tale posizione? A chi impugna le armi, a chi invade, a chi ha gli strumenti reali per condurre occupazioni, guerre.
Siamo in un tempo di macerie e rovine e nonostante tutto si vuole la completa devastazione e l’annientamento di un dialogo sempre possibile. Ritorno sulla domanda precedente. Dietro Trump ci sta Israele e non il contrario. Non è concepibile israelizzare una parte della geografia internazionale. I cattolici entrino bene in tale contesto. È Israele che non vuole il dialogo soprattutto con il mondo cattolico. Lo si legge bene osservando e riflettendo sull’operazione israeliana nel bacino mediterraneo. In quell’area dove il Santo Padre si trova, ovvero Algeria. Dove si trova l’Algeria? In che posizione è dentro il Mediterraneo? Perché è proprio il Mediterraneo ad essere Occidente e Oriente non distante di ciò che rimane della Striscia di Gaza.
Insomma è così lampante: l’attacco di Trump è contro il mondo cattolico disperdendo quelle radici cattoliche dell’intero Occidente. Per quale motivo? Difendere ancora una volta Israele. È tutto ormai completamente intollerabile. Ma è anche un segno di forte debolezza. Inconcepibile che una Nazione che si proclama cattolica e chiede di giurare sulla Bibbia abbia con il suo Presidente un comportamento simile. Tutto il mondo cattolico dovrebbe alzare lo sguardo e la voce senza timore alcuno. Il Papa continui nella sua missione di pace. Il suo è un linguaggio di riconciliazione e d’amore tra gli uomini e i popoli.
Pierfranco Bruni
